domenica, 26 febbraio 2006

Feb 25, 2006 - Iran’s Energy Minister Parviz Fattah arrived in Beirut, Lebanon on Friday and was welcomed by his Lebanese counterpart Mohammed Fneish. The Iranian minister, during his one-day official visit to Beirut, will hold talks with Fneish on issues of mutual interest such as energy and construction of power plants in Lebanon as well as promoting economic ties between the two countries. Iran’s Fattah is scheduled to confer with Lebanese President Emile Lahoud, Prime Minister Fuad Siniora and Parliament’s speaker Nabih Berri. © Iranian.ws

Il ministro iraniano dell’energia Parviz Fattah si è recato a Beirut, lo scorso venerdì ed è stato accolto dal suo omologo libanese Mohammed Fneish. Il ministro iraniano nel suo giorno di visita ufficiale in Libano ha voluto affrontare temi quali energia e l’elaborazione di piani di sviluppo economico anche nell’ambito del rapporto bilaterale tra i due paesi.

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sabato, 25 febbraio 2006
inside-lebanon(ANSA) - BEIRUT, 23 FEB - L’amministrazione Usa sostiene con tutte le sue forze gli sforzi del popolo libanese per la democrazia e la sovranita’ del paese.Lo ha detto il segretario di stato Usa Rice, con evidente riferimento alle tensioni in atto con la Siria, durante una conferenza stampa congiunta con il premier libanese, Fuad Siniora, al termine di un incontro. Sempre a Beirut si e’ svolta una riunione urgente dei massimi vertici sciiti e sunniti del Libano per scongiurare una crisi dopo i fatti dell’Iraq.










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mercoledì, 22 febbraio 2006

Che le vignette, sebbene poco opportune, siano state un semplice pretesto e che il putiferio sarebbe potuto scoppiare per qualunque altra scusa è una questione ormai più che assodata e lo hanno ben illustrato innumerevoli articoli di personalità esperte nel campo.

Ad insospettire è il tempo trascorso, 4 mesi, tra la prima pubblicazione e l'inizio della violenza (forse il tempo necessario per aizzare le masse?), i numerosi focolai sparsi per tutto il mondo islamico dall'Indonesia alla Libia, proprio come in un incendio doloso, la scarsa diffusione della lingua e del quotidiano danesi, la grande disponibilità immediata, per contro, delle bandiere, i precedenti autoironici dei tanti musulmani liberali che sono passati nell'indifferenza, la coincidenza con l'avanzamento del programma nucleare iraniano e i terribili colpi di coda del regime dittatoriale siriano in Libano e tanti altri particolari che non sto qui ad elencare.

E poi, se per 12 vignette, o come nel caso dell'Italia, una sola per di più sotto la cravatta verde di un leghista che non ha mai brillato per il rispetto delle culture altrui, ha scatenato una tale violenza in cui sono morte tante persone che non c'entravano niente, cosa sarebbe potuto succedere se, poniamo il caso, non sia mai, fosse stata devastata una moschea, o se fossero stati presi di mira dei fedeli musulmani all'uscita di una funzione religiosa?

Il problema che ora ci si pone è quello della controreazione che noi Paesi "occidentali" dovremmo avere alle richieste, diciamocelo pure ricattatorie, che provengono per lo più dal mondo delle dittature in cui ogni diritto umano è negato.

Probabilmente nessun comportamento è perfetto o esente da critiche. È stoltamente inutile e anzi controproducente la ricerca dello scontro frontale, il render pan per focaccia, provocare le sensibilità (anche quando sospette, come in questo caso) altrui. Anche perché se noi vogliamo essere rispettati dobbiamo dare per primi il buon esempio.

D'altra parte, però, la sollecitudine di molti governanti e personalità europee ad obbedire a qualunque richiesta di satrapi che non aspettano altro di dettar legge anche al di fuori dei loro confini, sembra un atto di dhimmitudine, cioè di resa incondizionata bell'e buona.

Che fare allora? Un terzo tipo di risposta, soprattutto alla provocazione del concorso indetto da Ahmadinejad di scherzare sul genocidio nazista, viene da Israele dove due giovani, Amitai Sandy artista 29enne di Tel Aviv e il 30enne Eyal Zusman, hanno lanciato l'idea di una gara autoironica sul sito www.boomka.org: accetteranno vignette provenienti da tutto il mondo per dimostrare che la più grande produzione di satirica proviene dal mondo ebraico.

Come in ogni competizione che si rispetti gli ideatori promettono ricchi premi, tra cui, neanche a dirlo, il famoso pane azzimo cotto con il sangue dei bambini cristiani.
C'è già chi teme che l'iniziativa, presa sul serio, potrebbe rivelarsi un autogol. I pessimisti infatti immaginano che gli arabi, non comprendendo l'autoironia possano affermare che "Se lo dicono anche loro, vuol dire che queste non sono infamie, ma è la pura e semplice realtà".

Intanto alcune vignette già arrivate non hanno niente da invidiare alla propaganda nazista o islamofascista e il concorso prosegue. Se non altro nessuno potrà sostenere che non tutti i tentativi per uscire da questo paradosso comportamentale che Paul Watzlawick descrive così bene, insieme agli altri due coautori nel suo: "Pragmatica della comunicazione umana" siano stati presi in considerazione.

Esperimento x Agenzia Radicale

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martedì, 14 febbraio 2006

Dear(?) Mr. Ahmadinejad,
it must be extremely exciting for a former international Mr. NoOne, as you were few weeks before an irregular election, to get on top of all the global cronichles (maybe even too exciting).
Obviously you didn't get there for your enlightened views, but for your ignorance of contemporary history and
for your exquisitely ridiculous ideas.
Maybe you agree with
that irishman, who said that "The only thing worse than being talked about is not being talked about" and it doesn't matter how! Maybe you'll be happy to know that this impudent irishman has been charged with homosexual offenses under the Criminal Law Amendment, found guilty, and sentenced to prison for two years. It happened in England in 1895! sorry to tell you that nowadays things are a little bit different in that country; also in Iran they are, but for other reasons.
Anyway, we know that you're smarter than what your words say, and
we're not surprised for your last brainwave.
Sorry, but we'll let you play this game alone and
we'll stay concentrated on the real issue.


P.S. _ Devo tornare ad esercitare il mio inglese attivo! Segnalazioni di errori grammaticali sono quantomai graditi!
_
da http://inoz.ilcannocchiale.it

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lunedì, 13 febbraio 2006

In collaborazione con Stop al razzismo! 
Coretta e Martin, non ci avete mai abbandonati: ora vegliate insieme
dal cielo su di noi e sulle nostre battaglie!!!

14 febbraio, la festa degli innamorati. Vivremo questo San Valentino in loro memoria: vogliamo assegnare personalmente due Oscar a due "angeli del cielo" che hanno sopportato in Terra soprusi e violenze quotidiane e hanno travolto tutti con la loro carica di straordinaria umanità e libertà. Coretta e Martin, un uomo e una donna di colore. Straordinario modello di famiglia modello tradizionale, numerosa e piena di difficoltà ma animata da un altruismo e un coraggio eccezionale. "Appena lo vidi rimasi colpita da quanto era basso. Ma poi il suo carisma riempì la stanza". Così Coretta, giovane appassionata di canto lirico, descriveva il loro colpo di fulmine per Martin, giovane affascinante intellettuale. Ne seguì un veloce fidanzamento, si sposarono nel 1953 e concepirono 4 figli.
Straordinaria dignità di una coppia che non ha mai riposto male nemmeno alle più malevoli calunnie o al male più grande, ma ha continuato a seguire la strada della fermezza nella carità, molto più efficace di quelle violente bande nere(come le "black panthers") nelle quali una certa nostrana terrorista Silvia Baraldini si era arruolata. Quella carità capace di trasformare la paura interiore di tante persone non in collera ma in resistenza non violenta. Lei ha resistito anche alla disgrazia più grande: la perdita del marito. Si trovò la responsabilità di 4 figli orfani del papà, ma andò avanti con una straordinaria serenità.
Straordinaria non violenza con la quale è stato guidato il movimento dei diritti civili, per i lavoratori e le famiglie disagiate, con una chiarezza tale da non confondersi mai con chi odiava l'America, tale da chiedere sempre la realizzazione piena di quel sogno di libertà economica dei suoi Padri fondatori. Appena alcuni giorni dopo l'omicidio del marito, Coretta guidò la marcia a nome dei lavoratori del servizio sanitario a Memphis. E attraverso il Martin Luther King Jr. Center for Nonviolent Social Change di Atlanta ha preso impegni contro la povertà, ha lottato contro il disarmo, affermandosi come leader degli afro-americani e icona di un "pacifismo" non ideologico. Alla Casa Bianca il consigliere del presidente Dan Bartlett ha affermato «Il presidente Bush e la first lady Laura Bush venivano sempre incoraggiati dai loro incontri con la signora King, un'ispirazione per milioni di persone. Il presidente e la signora Bush sono profondamente rattristati dalla notizia di oggi».
Straordinaria voce. Grazie alla sua passione musicale, prese parte ai "concerti per la libertà'', appuntamenti di poesia, canto e conferenze legate al tema dei diritti civili. Nel 1962 fu delegata del Women's Strike for Peace nella Conferenza sul Disarmo di Ginevra.
Straordinario esempio di civiltà di Coretta e del dr. King nel non essersi mai allontanati dal loro migliore amico..gay e nero..una doppia "tragedia" nei ghetti degli anni 60. Si tratta di Bayard Rustin, che ebbe l'onore di organizzare la celebre marcia di Washington del '63..là in quel Memorial, in quella piazza gremita dove risuonò per qualche minuto uno storico eco: "I have a dream, I have a dream today!" Ho un sogno, ho un sogno oggi! Là Coretta ha mantenuto quella tradizione di accoglienza verso gli "esclusi" dell'Evangelo predicato dal marito, qualunque essi siano. Nel 2003 fu lei ad invitare l'associazione nazionale glbt americana alle cerimonie in memoria del 40esimo anniversario della marcia a Washington. Era la prima volta che gay e lesbiche del Paese potevano parlare all'interno della comunità di colore in modo ufficiale. Dice di lei Matt Foreman, leader delle associazioni glbt americane "La Signora King non ha mai esistato ad usare la sua autorità morale nel proclamare che l'omofobia è odio , e l'odio non ha posto nella comunità che lei e il marito volevano per il nostro Paese".
Le sue precarie condizioni di salute le avevano impedito di prendere parte, come ogni anno, alla commemorazione nazionale del marito che si tiene il terzo lunedì di gennaio, e di pronunciare il consueto discorso. La determinazione della signora King, la sua grazia e la sua riconosciuta classe le hanno fatto conquistare milioni di ammiratori, tuttora ripieni di quell'amore. E' l'amore per la libertà una forza della natura, capace di spingere le vele dell'orizzonte oltre il confine più impossibile.
C'è il confine del razzismo e dell'esclusione che a nostro parere è il più minaccioso..c'è quel confine che uccide un cristiano in quanto cristiano, che spinge l'odio a bruciare le bandiere danesi e gettare sassi contro le ambasciate occidentali, colpevoli di provenire da una Civiltà che permette la piena libertà di stampa e di satira(vignette incluse)..c'è quel confine che uccide un gay nelle campagne del Wyoming negando il suo diritto all'Amore, che lo considera "malato" da curare nelle cliniche di qualche setta che propugna la "scienza fai da te"...c'è quel confine che uccide un Ebreo perché a parere di qualcuno è un potenziale assassino e criminale(invece a parere degli stessi non sarebbe criminale chi si fa esplodere negli autobus e nelle ambulanze)...c'è quel confine che ci fa girare dall'altra parte appena vediamo per strada un barbone sporco e impolverato, e forse un po' ubriaco...c'è quel confine che ha diviso per decenni tedeschi dell'est e tedeschi dell'ovest, mondo prigioniero e mondo libero...c'è quel confine che ha gettato tanti italiani nelle cosiddette "foibe" in quanto italiani...ci sono mille altri confini che conosciamo tutti ogni giorno. Ma Coretta e Martin Luther li hanno superati tutti con il loro straordinario sorriso, il sorriso di Cristo direi io. Quel Cristo che ha dato loro la grazia di un Amore che ha vinto e distrutto la morte e la paura del nemico, la forza di amare il "nemico" bianco e di averlo stupito talmente tanto fino ad aver conquistato il suo cuore.
Grazie per averci insegnato l'amore per la libertà di tutti. GRAZIE CORETTA GRAZIE MARTIN GRAZIE DI CUORE!!! Ringraziamo il Signore del grande dono che ci ha dato, della luce che leggiamo nei vostri occhi, delle due stelle che oggi brillano neli cielo degli Eroi, dei Martiri e degli Angeli come voi.
La testimonianza di Amelia Boynton Robinson, vicepresidente dello Schiller Institute e presidente d'onore del Movimento Solidarietà, ha rilasciato la seguente dichiarazione in ricordo della sua amica Coretta Scott King: martedì 31 gennaio 2006 Coretta Scott King ha quietamente lasciato dietro di sé il suo meraviglioso passato, ed è stata scortata in Cielo dagli angeli del Signore. Feci la sua conoscenza pochi mesi dopo che la sua famiglia, che allora comprendeva una figlia, di nome Yolanda, si trasferì a Montgomery, in Alabama, dove Martin Luther King era pastore della chiesa battista di Dexter Avenue. Alla morte di MLK, Coretta decise di dedicarsi all'opera iniziata dal marito. Fui tra i primi a cui chiese di entrare a far parte del consiglio direttivo del Centro King di Atlanta, in Georgia. Nei dieci anni in cui ne feci parte, ho ammirato spesso la pazienza, determinazione e coraggio con cui Coretta si è sempre battuta contro la discriminazione razziale da parte dei cittadini bianchi, ma anche contro la paura così radicata tra la gente della nostra razza. Coretta era una donna molto forte, che ha dovuto tirar su quattro figli sapendo che il marito aveva un compito storico verso tutto il mondo, e che si è sempre opposta agli uomini di poca fede che non intendevano smuovere le acque del razzismo. E lei era sempre ferma nel suo proposito, e consolava gli altri. Ci furono molti giorni di tristezza nella sua vita, molte sofferenze, molte notti insonni, ma ciononostante non si lasciò mai scoraggiare, non abbandonò mai la speranza, ed accettò le gioie e le amarezze che condussero alla vittoria con il Voting Rights Act, la legge che sancì il diritto di voto della gente di colore. Avendo portato la croce, avendo rinunciato al marito per il bene del mondo, educato quattro figli, consolato migliaia di persone che si rivolgevano a lei per risolvere i propri problemi politici, lavorato giorno e notte per realizzare il Centro King, Dio sapeva bene che Coretta Scott King aveva compiuto la sua missione. Era stanca dei guai del mondo. Così Dio le ha detto “ben fatto, buona e fedele servitrice”. Ed ha mandato due angeli del Paradiso che hanno scortato la sua anima in in luogo in cui potrà riposare, in cui non c'è più malattia, dolore e morte. Sono certa che lì avrà incontrato suo marito, Martin Luther King, e con la sua bellissima voce si sarà unita al coro celeste degli angeli

Ho fatto un sogno, ho sognato che un giorno ogni valle sarà innalzata, ogni montagna sarà spianata, e la gioia del Signore sarà rivelata
e ogni carne la contemplerà. Questa è la nostra speranza.
Questa è la fede che porto con me. Con questa fede, saremo in grado
di trarre dalla montagna della disperazione la pietra della speranza.
Con questa fede, saremo in grado di trasformare le nostre discordie
in una meravigliosa sinfonia di fratellanza. Martin Luther King .