giovedì, 30 settembre 2004

Cari amici posto e mi adopero per denunciare le gravissime violazioni dei diritti civili  che si trovano costretti a sopportare i tibetani. Il loro calvario va avanti dal 1950, anno dell’invasione militare cinese: un’oppressione determinata a sradicare per sempre, ed in tutti i modi, ogni segno di indipendenza e di identità culturale di una terra già occupata e ferita.

È indispensabili che le forze di ciascun essere ragionevole del mondo si adoperino per liberare il Tibet e riconsegnarlo nelle mani dei tibetani.

Un’impresa ardua se si pensa che il governo cinese interferisce finanche nella selezione delle guide religiose: è dal luglio del 1995 che la dittatura cinese ha fatto sparire l’undicesimo Panchen Lama, la sua famiglia e l’abate del monastero di Tashilumpo, dove il bambino veniva cresciuto. Non solo, la dittatura cinese ha di sua iniziativa nominato un secondo Panchen Lama non riconosciuto, chiaramente dalle autorità religiose tibetane.

E questa come vogliamo chiamarla? VIOLENZA urlo, VIOLENZA.

Il bambino è il più giovane perseguitato politico mai esistito. Si chiama Gedhun Choekyi Nyima ed è nato il 25 aprile del 1989, aveva solo 6 anni quando ha perso la sua libertà.

Insieme a lui e alla sua famiglia è stata rapita la libera scelta di tutti i buddisti tibetani ai quali va assolutamente riconosciuta la possibilità di credere nelle proprie guide spirituali, secondo i canoni di una tradizione storica che rende speciale il tetto del mondo.

Il panchen lama rappresenta la seconda guida tibetana, in ordine di importanza. La traduzione sta per maestro erudito, colui che seleziona e cresce il futuro dalai.

Per contribuire a trovarlo vi invito a trasmettere una mail alla segreteria generale delle Nazioni Unite e coinvolgere Kofi Annan perché chieda al governo cinese dove sono Gedhun Choekyi Nyima, la sua famiglia e l’abate Chatrel Rinpoche e perché dica al governo cinese di liberare il Panchen Lama e lasci lui e la sua famiglia liberi di rifugiarsi in un altro paese.

Scrivete amici!  remote-printer.Kofi_Annan@12129634879.iddd.tpc.int

 

 

Mandato da Katiuscia

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giovedì, 30 settembre 2004
Tre donne saudite hanno deciso di candidarsi per le incombenti elezioni regionali sebbene non sia ancora chiaro se ciò sia possibile o meno.
Nadia Bakhurji, Fatin Bundagji e Fatma Al Khereiji si prefiggono di migliorare le condizioni di vita dei sauditi.

Nel frattempo tutti e tre i detenuti sospettati di aver preso parte alla sparatoria che ha portato all'uccisione di Laurent Barbot sono stati liberati non essendoci prove di un loro coinvolgimento.

La più alta autorità religiosa ha proibito l'uso di cellulari con videocamera incorporata in quato causa della diffusione di oscenità. Il divieto di importarle, messo precedentemente in atto, non aveva avuto successo. aa
postato da: 2twins alle ore 12:35 | Permalink | commenti (4)
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giovedì, 30 settembre 2004

SHANGAI - Sono stati riconsegnati alle autorita' cinesi nove cittadini nordcoreani che lunedi' si erano rifugiati nella scuola Americana di Shangai e che avevano chiesto asilo politico. Lo ha annunciato un portavoce dell'ambasciata Usa a Shangai. Non si e' ancora risolta, invece, la situazione all'ambasciata canadese a Pechino: qui si sono rifugiate 44 persone, di nazionalita' nordcoreana, sempre per chiedere asilo politico. (Agr)

postato da: menegante alle ore 12:31 | Permalink | commenti
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mercoledì, 29 settembre 2004

LETTERA APERTA AI CAPI DI STATO E DI GOVERNO EUROPEI

fonte: Unione per le Libertà a Cuba

postato da: blackhawk alle ore 16:02 | Permalink | commenti
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mercoledì, 29 settembre 2004
9/27/2004 da http://www.iranalmanac.com
Vast Pro-democracy demo in Tehran

Iranian police on Sunday broke up a demonstration for increased freedoms outside Tehran university apparently inspired by calls from a US-based opposition television,.
Thousands of people gathered in front of Tehran university's main entrance and in front of Mellat park later shouting slogans and handing out flowers and sweets.
Witnesses confirmed that thousands of people had gathered in front of the university shouting pro-freedom slogans.
The report said the gathering was broken up by Basijis, but there was no violent clashes.
Security forces could be seen maintaining a discreet presence around the campus, an area that has in recent years been the focal point for often violent pro-democracy and anti-regime demostrations.
Details of the protest and comments from one protestor suggested the gathering was inspired by a US-based Iranian exile and opposition television personality, Ahura Pirouz Khaleghi, who appears on the Rangharangh satellite channel.
Satellite television is banned in the Islamic republic but the restrictions are flouted by millions of home owners.
For several weeks, Khaleghi has been declaring he intends to return to Iran on October 1 with some 50 aeroplanes, and his scheme -- while in all appearances totally absurd -- has become a hot topic of conversation here.
The conservative Kayhan newspaper has described him as being viewed as insane even by the Iranian opposition, and has reported that he had abandoned his plan and instead asked residents of Tehran to go out onto the streets to distribute sweets.
Khaleghi has reportedly not been in Iran for some 40 years, having left the country at the age of seven.
"We were responding to his call to avoid a war," recounted one person who said he had taken part in the gathering.
"Ahura Pirouz Khaleghi was saying that Israel intends to attack Iran and that he had asked (Israeli Prime Minister) Ariel Sharon to give him the time to return home and sort out the problem," he said.
The gathering is not the first time residents of the capital have responded to calls from opposition satellite television channels. Thousands gathered around the campus area, mostly in their cars, in June and July 2003 in a call for greater freedoms.
Iranian opposition television stations are mostly broadcast from California, and are seen by the regime here as instruments of destabilisation backed by the US administration.
The last serious violent clashes between security forces and pro-democracy protestors took place in July 1999, in which at least one protestor was killed and scores of others injured.

A proposito delle televisioni dell'opposizione iraniana che trasmettono dalla California da http://web.tiscali.it/iranian/iran%20e%20cuba.htm

MANUEL CEREIJO
Cuba sta interferendo nelle trasmissioni satellitari che inviano segnali radio e televisivi dalla base all'interno degli Stati Uniti verso l'Iran. Cuba lo fa dalla sua base di Bejucal a 20 miglia dall'Avana.
Questa interferenza dalla Base Elettronica di Bejucal sta danneggiando anche alcuni segnali in Europa e nel Medio Oriente. Con la tecnologia attuale, benché non facile, si può localizzare esattamente da dove si origina una interferenza di un satellite. E' per questo che è stato possibile stabilire che l'interferenza ha luogo a Cuba.
Il satellite che subisce l'interferenza già da un po' di tempo, esattamente dal 5 luglio, è il Telstar 12, ad est dell'Atlantico, che opera per mano di Loral Skynet.
Gli Iraniani, utilizzando piccoli dischi di ricezione, hanno ascoltato e visto trasmissioni, sia di notizie, che di intrattenimento con un alto indice di ascolto.
Da Los Angeles, subiscono interferenze anche programmi trasmessi in lingua Farsi, tramite il satellite Telstar 5 degli Stati Uniti. Queste trasmissioni vengono poi trasferite al Teleporto di Alessandria, Virginia, dove si combinano con i programmi del "La Voce delle Americhe" e anch'essi si inviano attraverso il satellite Telstar 12.
Cuba e Iran mantengono relazioni molto strette da più di 12 anni. Cuba ha costruito, disegnato e regalato all'Iran tutta la tecnologia e l'equipaggiamento per la costruzione del maggior Centro di Ingegneria Genetica e Biotecnologica di questa regione. Il progetto è durato 3 anni ed è stato inaugurato a Maggio del 2001. In cambio Cuba ha ricevuto petrolio dall'Iran.
Base di Bejucal
Nel 1995, Cuba e Russia hanno raggiunto un accordo in base al quale la Russia avrebbe costruito una base similare alla base russa di Lourdes ad uso del governo cubano. La costruzione è durata tre anni, dal 1995 a gennaio 1998, con un investimento di $750 milioni di dollari. La base ha iniziato a funzionare parzialmente nella metà del 1997, e, in piena attività, nel gennaio del 1998. Non è una coincidenza che il dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha denunciato un enorme aumento nelle attività di interferenze nei propri computer a partire dal 1998. La base è stata costruita a Bejucal, a 20 miglia dall'Avana. La stessa si estente su un'area di 20 miglia quadrate, leggermente più piccola di quella di Lourdes, già deteriorata, ma più moderna.
Per lo spionaggio telematico la base utilizza macchinari di vario tipo come computer di alta velocità e funzionamento, conosciuti come HPC, provenienti dalla Cina che a sua volta li ha ottenuti dagli Stati Uniti; e strumenti per il riconoscimento della voce, sintetizzatori, etc. Ci sono tre sistemi di reti computerizzate: quella di uso generale, quella dedicata a funzioni fisse e quella per il riconoscimento del titolare della voce. La base di Bejucal possiede 10 antenne collegate a satelliti.
La base di Bejucal può realizzare altre attività anche più importanti e pericolose per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti. Tra esse: l'introspezione nelle reti computerizzate del paese per ottenere informazioni dei "files" dentro delle stesse; la possibilità di alterare le informazioni dei "files", senza conoscerne l'utente, e, la più pericolosa, l'opportunità di cambiare gli ordini di comando dei sistemi computerizzati, situazione che può paralizzare o alterare l'infrastruttura basilare di un paese e, allo stesso tempo, interferire nelle telecomunicazioni all'interno di un paese o verso un altro paese.
Nel 1999, dopo larghe negoziazioni tra Raul Castro e il Ministro della Difesa della Cina, Chi Haotian, e il Generale Dong Lian Ju, si è arrivati ad un accordo tra Cina e Cuba, dove il personale militare cinese avrebbe utilizzato la base di Bejucal insieme al personale cubano, ma, ancora più importante, la base avrebbe utilizzato i satelliti di comunicazione cinesi e non russi. La Cina, nel periodo tra il 1999 e maggio 2003, è stato il paese che più di altri ha lanciato nello spazio satelliti di comunicazione, più di 30 dalla sua base di Taiyuan, vicino a Beijing.
Il personale cinese, in collaborazione con i Cubani, in un progetto conosciuto come "Progetto Titan", ha inoltre costruito due basi di antenne, una a Wajay, L'Avana e l'altra a Santiago di Cuba, conosciuta come l'"azienda delle antenne".
Da queste due basi si realizzano innumerevoli investigazioni nelle aree di interferenza di telecomunicazioni, alterazioni meteorologiche, emissioni di radiazioni di radiofrequenza, etc.
Dal 2 agosto scorso, l'interferenza è cessata. Motivo? O un pesante avvertimento degli Stati Uniti, o un adeguamento alla frequenza e alla potenza del segnale di intercettazione. Questo lo sapremo solo se si verificherà di nuovo o no.
Riassumendo, questo rappresenta un atto ostile non solo contro gli Stati Uniti, ma contro il diritto universale all'informazione dei popoli e dimostra la capacità potenziale che Cuba possiede con le interferenze all'interno degli Stati Uniti; così come dimostra che, tanto nel ramo della biotecnologia come in quello della cibernetica, la tecnologia di Cuba è superiore a quella dell'Iran. Entrambi i paesi sono classificati come paesi terroristi.
(traducción por mano de Sonia Cosenza)














postato da: inoz alle ore 09:28 | Permalink | commenti (2)
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