domenica, 27 febbraio 2005
 

Aborto e coppie gay. Per il Papa un «totalitarismo subdolo e celato»


Presentato il nuovo libro di Wojtyla "Memoria e identità".
La legge «naturale e di Dio» al di sopra delle decisioni dei parlamenti.
Giovanni Paolo II parla di «sterminio degli esseri concepiti e non nati»

Nemmeno la democrazia può «valicare i precisi limiti» posti da Dio alla legge degli uomini. I parlamenti che approvano l'aborto si «spingono oltre le proprie competenze e in conflitto con la legge di natura».

Altrettanto quando legiferano sulle coppie omosessuali riconoscendo il diritto di adozione. Anche Hitler salì al potere per via parlamentare e poi sterminò gli ebrei. Nel XX secolo sono stati perpetrati altri «stermini» nei paesi dell'Est mentre oggi c'è uno «stermino legale degli esseri umani concepiti e non ancora nati».
Eccole le pagine del nuovo libro del Papa "Memoria e identità" che, prima ancora dell'uscita, hanno suscitato le proteste degli ebrei tedeschi per l'accostamento tra Shoah e interruzioni di gravidanza. Alla presentazione del volume il cardinale Joseph Ratzinger e il portavoce Navarro hanno negato che «il Santo padre le metta sullo stesso piano». Di sicuro però usa la stessa definizione di «sterminio» e soprattutto propone un criterio «naturale» di censura delle legislazioni civili. Wojtyla teme una «nuova ideologia del male subdola», «un'altra forma di totalitarismo», celata dietro le forme della democrazia, una cultura che - scrive - «tenta di sfruttare perfino i diritti dell'uomo contro la famiglia». E aggiunge che per i crimini nazisti c'è stato il giudizio di Norimberga mentre «non sono pochi i casi in cui questa giustizia umana manca».
Frutto delle conversazioni avvenute a Castel Gandolfo nell'estate del '93 con due filosofi polacchi, Josef Tischner e Krzysztof Michalski, il libro - pubblicato da Rizzoli in 14 edizioni e undici lingue - tratteggia la «teologia della storia» di Wojtyla e in particolare riafferma il concetto di una «legge naturale» sovraordinata, che pesa sulla stessa laicità degli stati.
Il «male», che si è manifestato nelle tragedie del 900, ha sempre un limite «temporale e ontologico», come sottolinea Ratzinger. Ma la visione del Papa non è ottimistica. Ha atteso dieci anni ad autorizzare la pubblicazione di questi lontani colloqui, eppure il suo giudizio sull'Occidente non si è modificato. Parla infatti di «correnti dell'anti-evangelizzazione» che «colpiscono le basi stesse della morale umana» e cita divorzio, amore libero, anticoncezionali, aborto, manipolazione dell'embrione.
Sono pensieri espressi pochi anni dopo la caduta del Muro. Il socialismo reale è durato più a lungo della «bestialità» hitleriana. Dopo il '45 Wojtyla si domandava perché mai la Provvidenza concedesse tanto tempo a quel «male» e in che senso esso fosse «necessario». Oggi i conti con il comunismo sembrano chiusi, apertissimi invece quelli con l'eredità della rivoluzione francese. Wojtyla chiama in causa polemicamente anche Cartesio e il suo "Cogito ergo sum". Difende gli ideali illuministici di libertà, fraternità e uguaglianza, riconoscendo in essi la riscoperta di valori evangelici, contesta invece il razionalismo del pensiero moderno che esclude Dio. «Andare alle radici» delle ideologie del male - spiega Navarro - per Giovanni Paolo II significa indagare nell'humus del pensiero europeo.
Il volume tratta di Europa e di Polonia. Questo papa, del quale si dice che ha sconfitto i sistemi dell'Est, nelle ultime pagine dedicate all'attentato dell'81 avverte di esser stato soltanto un «servo inutile» di disegni superiori. Riemerge qui la sua concezione mistica e mariana del pontificato accanto ad un Wojtyla ancorato alla «memoria», che attribuisce alla patria l'equivalenza di padre e al patriottismo - opposto al nazionalismo - il comandamento di onorare i padri, pur in un mondo globalizzato.
C'è però qualcun altro che si considera pedina di Dio ed è l'attentatore Alì Agca il quale, dopo le "rivelazioni" vaticane sul terzo mistero di Fatima, ha ripreso a chiedere al Papa di rivelare chi è l'Anticristo e di annunciare la fine del mondo. Ratzinger conferma di aver ricevuto molte sue lettere. Giovanni Paolo II, convinto che a deviare la pallottola sia stata la Madonna, scrive che quegli spari furono «le ultime convulsioni delle ideologie della prepotenza del XX secolo». E racconta il suo incontro nel carcere con Alì, che non riusciva a capacitarsi di aver fallito la mira e voleva conoscere la predizione di Fatima.

Fulvio Fania

Questo articolo è stato inviato da TamLes, pubblicazione aperiodica lesbica




(AGI) - CdV, 24 feb. - Il Papa è di nuovo ricoverato al Policlinico Gemelli di Roma in seguito ad una grave crisi respiratoria che ha colpito l'anziano Pontefice ieri sera e che si è ripetuta anche questa mattina, anche se in forma meno preoccupante. Subito dopo la notizia del ricovero il portavoce vaticano aveva spiegato ai giornalisti che "da ieri, 23 febbraio, il Santo Padre presenta una ricaduta della sindrome influenzale di cui era già stato affetto nelle settimane precedenti".




Il potere forte contro Coscioni

Non ci eravamo sbagliati, ieri, ad azzardare che il problema tra l'Unione e i radicali, più che la professione richiesta di antiberlusconismo, fossero i referendum. Sembra che il nome di Luca Coscioni non possa stare in un simbolo elettorale, né nella casa delle libertà né nell'altra casa. Perché evoca battaglie per la libertà della ricerca scientifica, attraverso il corpo di un uomo martoriato dalla malattia, che ha deciso di continuare a sperare in quella cosa che una volta era il faro della cultura occidentale, di destra o di sinistra che fosse, e che si chiama progresso, scoperta, volontà titanica di modificare la natura e le sue leggi più crudeli a vantaggio dell'uomo.
Non ci eravamo sbagliati, qualche giorno fa, a segnalare come la Cei abbia, nei modi discreti ma efficaci che le sono propri, compiuto un vero e proprio take over su tutte e due le coalizioni per quanto riguarda i referendum convocati per modificare la legge sulla fecondazione assistita.
Su tutto litigano i due schieramenti, tranne che sul feticcio della libertà di coscienza in materia referendaria. Se la lista Coscioni fosse accolta in uno schieramento spezzerebbe questa stupefacente cappa di piombo che l'Italia non ha conosciuto neanche ai tempi della DC imperante, e sotto cui vive invece oggi, a causa di un sistema politico incerto e timoroso, costantemente bisognoso di protezione da parte di qualche potere forte, in doppiopetto o in tonaca poco importa.

Da Il Riformista del 24 febbraio


 

Roma, 24 febbraio 2005

• Quello che segue è il testo della lettera che Antonio Tombolini ha oggi inviato a Daniele Capezzone, segretario nazionale di Radicali Italiani:

Caro Daniele,


Spero tu riesca a dedicare un minuto del tuo tempo in queste ore convulse e impegnative. Ho seguito naturalmente le vicende della trattativa con l'Unione, accordo in cui ho sperato, fino a quella che appare ormai come una definitiva interruzione.


Sono cattolico, e ho avuto incarichi di un qualche rilievo: dall'81 all'86 sono stato a Roma con l'incarico di Vicepresidente Nazionale dell'Azione Cattolica. A quell'epoca, in presidenza, con me siedevano nomi che ora hai imparato anche tu a conoscere: Presidente nazionale era Alberto Monticone (ora senatore); vicepresidente come me era Rosy Bindi; segretario era Dino Boffo; presidente della FUCI (e come tale membro cooptato di presidenza) era Giorgio Tonini. Tutti loro si ricordano bene di me, puoi verificarlo. Così come si ricorda senz'altro di me - anche per cordiali incontri recenti - colui che all'epoca era "don Camillo", nel senso di Camillo Ruini, che spesso accompagnavo in macchina in giro per l'Italia, quando era ancora giovane vescovo ausiliare di Reggio Emilia.


Perché ti scrivo tutto questo, rischiando la figura del pirla che vanta il suo cursus honorum? Perché devo farti una supplica: consentimi di superare almeno un po' della *vergogna* che il comportamento di costoro, col veto sul nome di Luca Coscioni, mi ha provocato e sta provocando proprio al mio "essere cattolico". Ho fatto e faccio ogni giorno, come Paolo insegna, "la mia corsa", da cattolico e (ormai da diversi anni) da radicale: ora ho bisogno di te, di voi, per "conservare la fede". In questa vicenda, per me, non è in gioco infatti il mio essere-radicale, ma esattamente il mio essere-cattolico. E per salvarne la dignità devo chiederti un aiuto: lascia che io possa candidarmi alle prossime elezioni nella lista Radicali-Luca Coscioni (vivo a Loreto, in provincia di Ancona).


Vorrei rassicurarti su un punto: non è il risentimento verso i miei ex compagni di impegno dell'Azione Cattolica a muovermi. Oggi ho quasi 45 anni, una moglie adorabile, tre figli di cui sono orgoglioso, e vivo del mio lavoro senza sciali (e per dare il mio piccolo contributo alle casse radicali mi tocca ricorrere a un prestito bancario, ma tant'é, lo faccio con gioia). E' una mia personale esigenza: chiedo, supplico, imploro ai compagni radicali di fare anche questo, perfino questo per me: consentirmi di presentare me stesso, la mia faccia, con tutta la mia storia, con tutto il mio impegno, *con tutta la mia fede cattolica*, sotto le insegne Luca Coscioni, e battermi per questo con tutte le mie forze. Se mi sarà consentito, riuscirò, te lo ripeto, a dirmi ancora cattolico.


Naturalmente questo ti chiedo anche nella convinzione che comunque la mia candidatura potrebbe portare a un qualche risultato positivo di rilievo per tutti noi, altrimenti non te lo avrei neanche chiesto.

Sono pronto, se lo vorrai, a volare a Roma per discutere a voce di ogni aspetto di dettaglio.


Un abbraccio e un augurio di buon lavoro.

Grazie!

Antonio Tombolini

http://www.antoniotombolini.com  
http://www.antoniotombolini.com/cv.html




(AGI) - Roma, 27 feb. - "Non è opportuno che un romano pontefice si dimetta". E' questa la conclusione di uno studio top-secret commissionato dal Papa sul finire degli anni Novanta al cardinale Vincenzo Fagiolo, considerato uno dei massimi esperti di diritto canonico del dopo-Concilio. Poco prima di morire l'alto prelato aveva affidato l'esito dei propri studi a Giovanni Paolo II, che ne condivide il segreto con monsignor Stanislao Dziwisz, segretario personale del Pontefice, e Angelo Sodano, Segretario di Stato vaticano. I quesiti posti dal Papa, allora ultra settantacinquenne e già afflitto dal morbo di Parkinson, erano due: l'effettivo obbligo dei vescovi di ritirarsi a settantacinque anni e i requisiti della rinuncia di un pontefice. "No, un romano pontefice non può imporre le dimissioni a un vescovo" ha scritto il porporato rispondendo alla prima domanda di Wojtyla. Quanto alle dimissioni papali, Fagiolo non ha espresso dubbi: questa e' contemplata nel solo caso di "amentia", ovvero di incapacita' mentale di esercitare il proprio ministero. In qualsiasi altro caso, secondo il porporato, una simile decisione potrebbe turbare il popolo dei fedeli e causare spaccature all'interno della stessa Chiesa, a confronto con un Papa regnante e uno dimissionario. Il documento è tuttora custodito nell'archivio personale di Giovanni Paolo II che, in ogni caso, non ha mai manifestato la volontà di rinunciare alla propria missione di Vicario di Cristo.



In una settimana che ci ha confermato ancora una volta che la nostra non è una repubblica laica e democratica, ma papalina, non possiamo non guardare con grande spirito di solidarietà a Giovanni Paolo II, che riesce a far fronte alle sofferenze della malattia con la sua immensa e genuina fede.
Quella stessa fede che accompagna tanti cattolici italiani che, come Antonio Tombolini, si battono contro le posizioni oscurantiste del Vaticano.
Quella fede che non ha mai abbandonato tantissime persone omosessuali, bisessuali ed anche tante donne che non hanno voluto/potuto essere madri.
Si può essere credenti ed anticlericali, e non da oggi. Se certe pagine di storia non fossero così neglette, tutti saprebbero che l'anticlericalismo religioso è una realtà plurisecolare e che gli atei devoti, da sempre, sono i migliori alleati del potere vaticano, "gli uomini della Provvidenza" per le alte gerarchie ecclesiastiche.
Esiste un male profondo, da secoli, che si chiama oscurantismo clericale, nemico dichiarato del liberalismo, della laicità, della democrazia. Ci spiace che in questo caso il Papa capovolga i termini della questione.
Da parte nostra, non smetteremo un solo istante di ammirare profondamente l'umanità di Papa Wojtyla e di combattere allo stesso tempo le mistificazioni, gli anatemi, le pressioni e i veti del Vaticano.
"
Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi maltrattano".


Panther







 
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sabato, 26 febbraio 2005
 Brussels, January 31, 2005) — The European Union should make normalizing economic relations with Cuba contingent on Cuba’s meaningful progress on human rights, Human Rights Watch said today as EU foreign ministers meet to consider dropping measures imposed in 2003.

Meaningful progress would include the release of all wrongfully imprisoned dissidents. In the April 2003 political crackdown, 75 peaceful dissidents were arrested and sentenced to long prison terms; 61 dissidents remain incarcerated. In the recent release of 14 dissidents, the Cuban government did not acknowledge that they had been wrongly incarcerated, but instead released them for “humanitarian” reasons.  
 
“Cuba’s recent release of some of the dissidents is a welcome step, but it does not signal a meaningful change in the government’s repressive policies,” said José Miguel Vivanco, Americas director at Human Rights Watch. “President Fidel Castro is using human beings as pawns in a political game aimed at improving relations with Europe.”  
 
Another meaningful step for Cuba would be the establishment of legal reforms designed to protect the rights to freedom of expression and association. The Cuban government continues to restrict freedom of expression, association, assembly, movement and the press.  
 
Human Rights Watch does not oppose the European Union’s steps toward greater dialogue with the Cuban government, as long as the European Union uses its contacts with Cuban officials to remind them of the pressing need for human rights reform. In particular, the European Union should continue to take every opportunity to call for the release of all incarcerated dissidents in Cuba and the revision of oppressive laws.  
 
Background  
 
The European Union is rethinking its position on relations with Cuba. In June 2003, after Cuba’s crackdown on dissidents, the EU put relations with Cuba on hold and imposed a set of sanctions that included limiting high-level official visits and inviting Cuban dissidents to National Day receptions in Havana. The Cuban government responded by breaking off all ties to European embassies in Cuba.  
 
With the recent releases of 14 dissidents, however, the European Union— following the lead of the Spanish government— has been considering a re-orientation of its Cuba policy. By mid-January, Cuba had resumed diplomatic contact with all the countries of the European Union.  
 
The EU eliminated a sticking point to improved relations in December 2004 when its Latin America working group recommended that EU countries stop inviting dissidents to National Day receptions.
 

 

 

Fonte: http://www.hrw.org/

Ps: chiedo scusa per il ritardo con cui ho pubblicato questo bollettino ma ho avuto problemi con l'università!

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domenica, 13 febbraio 2005

1 FEBBRAIO - CITTA' DEL VATICANO (Reuters) - Papa Giovanni Paolo II è stato ricoverato stasera per precauzione al Policlinico Gemelli. Da domenica è stato colpito da un'influenza che lo ha costretto a cancellare gli impegni in programma in questi giorni.

"Posso confermare il ricovero" ha detto Padre Ciro Benedettini vice portavoce del Vaticano. Una nota sulle condizioni del Pontefice sarà resa pubblica a breve.

Il Pontefice, 84 anni, si è ammalato domenica e l'influenza gli ha impedito di partecipare a un'udienza per la prima volta da oltre un anno.

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«Fecondazione, i cattolici possono anche votare sì»

Don Verzé: la Chiesa presto dovrà accettare pillola e preservativo

di Aldo Cazzullo, Il Corriere della Sera, 2 febbraio 2005

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«Al banco del laboratorio lo scienziato cammina con la sua testa. I ricercatori bisogna accompagnarli, non giudicarli. Detesto quelle persone che, intendendosi molto di dogmatica e di etica, credono di intendersi anche di biologia. Che arrivano al tavolo di una discussione delicata come quella sull’embrione con la faccia arcigna di chi ha già un giudizio sull’interlocutore. In questo modo non danno il clima della libertà ma dell’imposizione entro regole che hanno già stabilito; lasciano il sapore della presunzione e non della verità. E questo vale per i cattolici, ma anche per certi cosiddetti laicisti». 

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Roma, 6 feb. (Adnkronos) - Giovanni Paolo II si è affacciato alla finestra del Policlinico 'Agostino Gemelli' ed ha impartito la benedizione ai fedeli. Monsignor Leonardo Sandri, sostituto della segreteria di Stato, ha letto il messaggio ed ha recitato la preghiera mariana. Oggi l'ufficio stampa dell'ospedale ha comunicato che il Pontefice ha trascorso un'altra notte tranquilla. Tanti i fedeli che si sono radunati al 'Gemelli' per seguire l'Angelus dal 'Vaticano n. 3', così come ha sempre bonariamente definito l'ospedale Giovanni Paolo II. Eccezionale lo spiegamento di forze dell'ordine, in particolar modo della polizia municipale. Anche Al Jazeera, l'emittente del Qatar, si è collegata in diretta con il policlinico. ''E' la prima immagine pubblica del Papa da quando è entrato in ospedale'', ha commentato Al Jazeera. Il collegamento in diretta ha interrotto il notiziario del telegiornale. Commozione e applausi a Piazza San Pietro per le parole di benedizione del Papa trasmesse dai quattro maxi schermi posizionati davanti alla Basilica e ai lati del colonnato. In piazza anche il presidente della Cei, cardinal Camillo Ruini e centinaia di fedeli. All'Angelus Giovanni Paolo II ha rivolto un forte appello alla difesa della vita. ''Con speciale sollecitudine penso, all'amato popolo italiano e a tutti coloro che hanno a cuore la difesa della vita nascente -dice nel messaggio-. In particolare sono a fianco dei vescovi italiani, che continuano ad esortare i cattolici e gli uomini di buona volontà a difendere il diritto fondamentale alla vita, nel rispetto della dignità di ogni persona umana. Maria, regina delle famiglie, ci aiuti a vincere la 'sfida della vita' che è la prima tra le grandi sfide dell'umanità di oggi''. ''Oggi mi rivolgo a voi dal policlinico Agostino Gemelli, dove mi trovo da alcuni giorni assistito con amorevole sollecitudine da medici, infermieri e personale sanitario, che ringrazio di cuore'', è il testo della preghiera. ''Giunga a tutti voi, carissimi Fratelli e Sorelle, e a quanti in ogni parte della terra mi sono vicini, l'espressione della mia riconoscenza per il sincero e partecipe affetto, che in questi giorni ho avvertito in modo particolarmente intenso. A tutti e a ciascuno assicuro la mia gratitudine, che si traduce in costante invocazione al Signore secondo le vostre intenzioni, come anche per le necessità della Chiesa e per le grandi cause del mondo. Così, anche qui in ospedale, in mezzo agli altri malati, ai quali va il mio affettuoso pensiero, continuo a servire la Chiesa e l'intera umanità''. ''Si celebra oggi in Italia la Giornata per la vita. Nel messaggio pubblicato per la circostanza, i vescovi italiani pongono l'accento sul mistero della vita come relazione, che richiede fiducia. Occorre fidarsi della vita!''. ''Fiducia nella vita reclamano silenziosamente i bambini non ancora nati. Fiducia chiedono pure tanti bambini che, rimasti senza famiglia per diversi motivi, possono trovare una casa che li accolga attraverso l'adozione e l'affido temporaneo''.

(AGI) - CdV, 7 feb. - "Le dimissioni lasciamole alla coscienza del Papa. Se c'è uno che sa cosa fare, quello è lui". Lo ha detto il cardinale Angelo Sodano ai giornalisti. Secondo Sodano, l'anziano Papa Wojtyla è perfettamente in grado di decidere se restare alla guida della Chiesa o ritirarsi. "Se c'è un uomo che ha una sapienza meravigliosa - ha affermato - quello è lui. Io credo e spero che possa superare le difficoltà attuali e che così il suo pontificato possa superare in durata quello di Pio IX" (che regnò 31 anni e 7 mesi n.d.r.). "Noi - ha continuato il cardinale Segretario di Stato - dobbiamo avere un'enorme fiducia in lui. E' l'uomo che ama la Chiesa più di tutti. Lui sa cosa deve fare". Quanto alle menomazioni che affliggono ora il Pontefice e, in particolare, alle sue difficoltà nel parlare, Sodano ha tagliato corto: "Il Papa - ha spiegato - si esprime e guida la Chiesa in differenti modi. La sapienza dell'anziano per la Chiesa è anche un dono. La vecchiaia fino a poco tempo fa iniziava a 60 anni, oggi non è più cosi''. Dunque, ha concluso, "non preoccupiamoci: il Signore Gesù guida la sua Chiesa. E il Signore è grande". Il Segretario di Stato della Santa Sede ha incontrato i giornalisti in occasione dell'inaugurazione del punto vendita di piazza San Pietro della Libreria Editrice Vaticana.

 

Città del Vaticano, 10 feb. (Apcom) - Il Vaticano celebra l'anniversario della firma dei Patti Lateranensi rammentando che attraverso il dialogo "aperto, trasparente e regolare" che ha instaurato con lo Stato italiano "vengono riconosciute e promosse la libertà religiosa e la libertà della Chiesa". E la Chiesa da parte sua può offrire "un prezioso contributo alla società".

Attraverso questo dialogo, si legge in un articolo dell'Osservatore Romano, la comunità politica non solo "non mette in discussione il valore della laicità, ma anzi lo declina nell'ambito nazionale ed europeo". La laicità correttamente intesa, spiega il quotidiano d'Oltretevere citando la Cassazione, "non è indifferenza dello Stato, ma salvaguardia della libertà di religione, in regime di pluralismo confessionale e culturale".

In pratica non equivale a neutralità dello Stato, il quale, invece, nel rispetto della "libertà di tutti, è chiamato a promuovere anche i valori religiosi presenti nella società che arricchiscono e favoriscono il bene e la convivenza dei cittadini".

 

13 FEBBRAIO - CITTA' DEL VATICANO (Reuters) - Il Papa ha ringraziato oggi il mondo per aver pregato per la sua guarigione nella prima benedizione domenicale da quando è stato dimesso dall'ospedale giovedì scorso, ma suoi collaboratori hanno dovuto aiutarlo a leggere il messaggio.

Giovanni Paolo -- che ha parlato per tre volte durante l'Angelus, all'inizio per un saluto, durante la benedizione e per il saluto finale -- ha anche rivolto un "accorato appello" per il rilascio dell'inviata del Manifesto rapita in Iraq Giuliana Sgrena.

Il segno della croce in direzione dei fedeli accorsi a piazza san Pietro è stato il suo primo atteso gesto in pubblico dopo avere lasciato giovedì l'ospedale Gemelli, dove era stato ricoverato per 10 giorni a causa di problemi respiratori legati ad un'influenza.

"Vorrei ringraziare voi - e anche quanti seguono mediante la radio e la televisione - per la vostra vicinanza, l'affetto e, soprattutto, la preghiera durante i giorni della mia degenza al Policlinico Gemelli. Sento sempre bisogno del vostro aiuto davanti al Signore, per compiere la missione che Gesù mi ha affidato", è stato il messaggio letto per il Papa da un suo aiutante.

Al termine dell'Angelus, il Papa ha chiesto il rilascio di Sgrena e di tutte le persone rapite in Iraq.

"Mentre continuo a pregare per la pace in Medioriente, rivolgo il mio accorato appello per la liberazione della giornalista italiana Giuliana Sgrena e di tutti i sequestrati in Iraq", ha detto per il Papa un suo aiutante.

Congendandosi dalla folla, il Pontefice ha preso la parola: "Buona domenica a tutti, grazie", ha detto con voce stanca, ma chiara.

 

La malattia del Papa, la laicità dello Stato (celebrando l'anniversario del Concordato clerico-fascista...), le posizioni innovative e, per certi versi, eretiche di Don Verzé, il dibattito sulle possibili dimissioni e relativa successione al soglio pontificio, terranno banco ancora nei prossimi mesi.
Da parte nostra, non possiamo che augurare a Giovanni Paolo II di tornare in piena forma a poche ore dalla completa (speriamo) guarigione.

Panther

 

 
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venerdì, 11 febbraio 2005
 

E’ un atto gratuito e unilaterale, un regalo dell’UE al regime di Castro che non corrisponde a nulla di serio, in termini di rispetto di diritti civili e politici dei cubani, che sia stato offerto finora dall’altra parte. Dei 75 arrestati nel marzo 2003, i 14 usciti dal carcere nel corso del 2004 sono tutti in libertà vigilata e condizionale e il numero delle scarcerazioni è ampiamente compensato da quello delle incarcerazioni avvenute nel frattempo.

E’ il caso di ricordare i dati della Commissione Cubana per i Diritti Umani e la Riconciliazione Nazionale diffusi nel dicembre scorso e secondo i quali vi sono almeno 294 prigionieri politici nelle carceri di Fidel Castro.

C’è l’affermazione nel comunicato finale del Consiglio Affari Generali che riguarda la decisione dell’UE di 'sviluppare relazioni più intense con l'opposizione politica pacifica e con settori più ampi di società civile’. Bene: si tratta di vedere ora come questa decisione sarà messa in pratica: se le ambasciate europee a Cuba saranno aperte ai dissidenti, se essi potranno accedere alle informazioni negate dal regime, se saranno invitati ancora alle cerimonie ufficiali oppure saranno nascosti sotto i tappeti come polvere fastidiosa e imbarazzante.”

 

Queste le dichiarazioni di Sergio D’Elia in merito alla decisione del Consiglio di Affari Generali dell’UE di sospendere le sanzioni diplomatiche nei confronti di Cuba.

 Fonte: www.radicalparty.org

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giovedì, 10 febbraio 2005

 Per la prima volta nella sua storia, oggi l'Arabia Saudita va al voto. I passi si fanno uno per volta. aa

http://www.arabnews.com/?page=1&section=0&article=58768&d=10&m=2&y=2005

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