venerdì, 29 aprile 2005

L'Unione Europea ha deciso di riallacciare i rapporti con Cuba;un rapporto teso alla sviluppo economico del paese di Castro.L'UE però ha ribadito che un proficuo dialogo debba passare inevitabilmente attraverso il rispetto dei diritti umani da parte del Governo cubano:il concetto di "giusto processo" deve essere assorbito da Castro e reso effettivo;devono immediatamente essere liberati i dissidenti incarcerati per reati di opinione e concesse maggiori libertà in materia di rispetto della dignità umana e di possibilità di esprimere le proprie opinioni.

Secondo l'Unione occorre una riforma dell'intero sistema processuale cubano che consenta un contraddittorio più giusto e rispettoso del diritto di difesa.

Il problema però è:Castro saprà il significato del concetto di "giusto processo"???

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mercoledì, 27 aprile 2005
Non solo il completamento del ritiro delle truppe siriane dal Libano. Le pressioni internazionali esercitate da qualche mese sulla Siria, stanno spingendo il Paese a concessioni sul terreno dei diritti. Certo non si tratta di svolte epocali, o di reali evoluzioni delle condizioni istituzionali e di fatto di un Paese nel quale una stretta oligarchia permane al potere grazie a modalità di gestione dei conflitti e delle dissidenze tipiche di un regime ferocemente autoritario, antidemocratico e intollerante.
Tuttavia la pressione americana ed europea (il Libano è stato interessato dalle visite di esponenti dei governi italiano, tedesco, francese) oltre che accentuare l’isolamento siriano, spingono il paese a cedere su un terreno “pericoloso”, visto che potrebbe o agevolare processi di riforma, o non bastare ad arginare “il contagio democratico” dal quale i regimi della macro-regione vicino-orientale sono insidiati e ai quali non sanno opporre misure profilattiche efficaci.
L’Iran dal suo canto, ha badato bene a smorzare l’isolamento siriano, anche per attenuare la seppur blanda stagione riformatrice che questo sembra avere innescato: se dovesse cadere, magari con le forme non violente già viste in Libano, anche il regime Siriano, sarebbe facile gioco concentrare il fuoco di pressurizzazione (informativa, telematica, satellitare, televisiva, giornalistica, politica e strategico-militare) verso la repubblica islamica iraniana, che barcolla pericolosamente, sull’orlo di una rivoluzione democratica e liberatrice.
 
WWW.RAINEWS24.IT/, 25/04/05 - Si è dimesso in Libano Jamil Sayyed, il capo dei servizi di sicurezza del Paese. E' considerato pro-siriano. Le dimissioni sono arrivate poche ore prima del previsto completamento formale del ritiro delle truppe della Siria. Nella valle della Bekaa, gli ultimi soldati di Damasco si accingono, fra oggi e domani, a varcare il confine, sulla via di casa. Dei 14.000 uomini distaccati in Libano prima che il presidente Bachar al Assad, piegandosi alle pressioni della comunità internazionale, decidesse di mettere fine alla presenza militare siriana, è rimasta una sparuta rappresentanza. Anche ieri decine di automezzi carichi di truppe, carri armati e pezzi di artiglieria hanno varcato la frontiera. Il ritiro sarà suggellato domani con una cerimonia a Anjar, quartier generale del contingente siriano, a ridosso del confine. E sempre domani, con una significativa coincidenza che segnerà l'inizio di "una nuova era", come ha rimarcato il quotidiano L'Orient-Le Jour, in parlamento sarà impegnato dal dibattito sulla fiducia al nuovo governo capeggiato da Nagib Miqati, l'uomo chiamato a gestire il processo di affrancamento dalla tutela siriana. Dopo la fine della presenza militare siriana, durata 29 anni, il passo più importante sarà costituito dalle elezioni, che erano state preventivate per il mese prossimo e che erano state messe in dubbio a causa della tensione creata dall'assassinio di Hariri. Miqati ha promesso che il voto si svolgerà il 29 maggio, sempre che mercoledì, giorno in cui il parlamento dovrebbe votare la fiducia, non ci siano sorprese.
 
NEW YORK  - www.swissinfo.org 25/04/05  - Il segretario generale dell'Onu Kofi Annan ha inviato oggi una missione per verificare il ritiro "pieno e completo" delle truppe siriane dalle installazioni militari e dall'apparato di intelligence nel Libano, come richiesto dalla risoluzione 1559 del Consiglio di Sicurezza del 2004. Lo ha annunciato un portavoce del Palazzo di Vetro. "Annan si aspetta che il governo del Libano e della Siria cooperino in pieno con la missione fornendo la necessaria assistenza", ha detto il portavoce. Lo stesso segretario generale ha chiesto alla sua squadra di completare il lavoro appena possibile. Annan presenterà i risultati della missione al Consiglio di Sicurezza in un rapporto integrativo rispetto a quello atteso per domani sullo stato di attuazione della risoluzione 1559.
 
TEHERAN www.tio.ch 25/04/05  - Ricevendo a Teheran il leader druso libanese Walid Jumblatt, il presidente iraniano Mohammad Khatami ha espresso la contrarietà della Repubblica islamica al disarmo delle milizie sciite dell'Hezbollah (Partito di Dio) in Libano - pur non citandole mai esplicitamente - e ha avvertito che in quel Paese potrebbe scoppiare una nuova "guerra civile". L'Iran, insieme alla Siria, ha costituito le forze militari dell'Hezbollah all'inizio degli anni '80, nel pieno della guerra civile. Non solo i libanesi, ha detto Khatami, citato dall'agenzia ufficiale iraniana Irna, ma anche "tutti i Paesi che vogliono che il Medio Oriente rimanga stabile, hanno il dovere di insistere sulla permanenza e la sopravvivenza della resistenza libanese e opporsi alle opinioni di coloro che cercano di scioglierla". Il presidente iraniano ha messo in guardia dal cercare di indebolire la Siria approfittando della crisi in Libano. "L'instabilità in Siria - ha affermato - sarebbe una catastrofe per la regione, che avrebbe effetti nocivi sul Libano".
 
www.corriere.com 25/04/05  - Sono sempre più all'insegna di riforme e di svolte in apparenza significative i segnali che la Siria sta inviando all'Occidente nel momento in cui, su pressione della comunità internazionale, dopo 29 anni sta per porre fine alla sua presenza militare in Libano. Mentre gli ultimi reparti stanno rientrando in patria dal Paese vicino, da Bangkok è giunta la notizia che Damasco, accusata dagli Stati Uniti di appoggiare il terrorismo internazionale, ha aderito a un trattato dell'Onu che si propone di combattere i finanziamenti ai gruppi estremistici. Nell'ultima settimana, inoltre, si sono avuti altri due sviluppi importanti: il rientro in patria di due noti esuli politici e le clamorose dichiarazioni fatte sabato sera da uno dei massimi dirigenti del Baath, il partito egemone del regime di Assad. Parlando con alcuni i giornalisti, Abdul Qader Qaddoura, uno dei 16 membri della direzione, ha detto per la prima volta che il Baath ha commesso errori «anche gravi» e ha ipotizzato una prossima revoca della legge marziale in vigore dal 1963. L'alto funzionario si è spinto anche oltre, lasciando intendere che la Siria è pronta a voltare pagina: il regime del partito unico di cui il Baath è l'anima potrà essere superato con la nascita di nuove formazioni.
 
TEHERAN WWW.TIO.CH 24/04/05  - Incontrando il leader druso libanese Walid Jumblatt, in visita a Teheran, il ministro degli esteri iraniano Kamal Kharrazi ha accusato gli Stati Uniti di "cercare di creare una situazione di crisi in Libano" e di "approfittare della situazione critica". "I problemi del Libano dovrebbero invece essere risolti dal suo stesso popolo", ha aggiunto Kharrazi, citato dall'agenzia Irna. "Abbiamo sempre sostenuto l'unità tra i diversi gruppi libanesi e continueremo in questa politica", ha affermato ancora il ministro iraniano. Jumblatt, citato sempre dall'agenzia ufficiale di Teheran, ha espresso l'auspicio che "le consultazioni con la Repubblica islamica dell'Iran portino ad un risultato costruttivo". Il leader del Partito socialista progressista è arrivato a Teheran venerdì sera per due giorni di colloqui con le autorità iraniane sulla situazione creatasi a Beirut dopo l'assassinio, lo scorso febbraio, dell'ex primo ministro Rafic Hariri, uno dei principali oppositori alla presenza siriana in Libano. L'Iran è il principale alleato della Siria nella regione e insieme i due paesi hanno collaborato alla creazione in Libano delle milizie armate sciite dell'Hezbollah (Partito di Dio) all'inizio degli anni '80.
 
(AGI) - Beirut, 22 apr. - Non sono dimissioni vere e proprie, bensi' una mera rinuncia temporanea all'incarico, quelle preannunciate da Jamil Sayyed, capo dei servizi di sicurezza generali libanesi e tra i piu' noti esponenti dello schieramento filo-siriano. Sayyed, di cui l'opposizione aveva ripetutamente chiesto la testa, ha infatti specificato che si dimettera' solo e unicamente in coincidenza con la durata dell'inchiesta internazionale disposta il mese scorso dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sull'assassinio di Rafik al-Hariri: l'ex premier anti-siriano morto il 14 febbraio scorso in seguito a un attentato suicida sul lungomare di Beirut, nel quale persero la vita altre diciannove persone. Dietro la strage da piu' parti e' stata denunciata un'orchestrazione del regime di Damasco, e i sostenitori e gli alleati di Hariri hanno di conseguenza sollecitato la destituzione dei responsabili della sicurezza nazionale compromessi con la stessa Siria, accusandoli di complicita'. In concreto, pero', almeno per ora Sayyed si e' limitato ad auto-sospendersi durante le indagini dell'Onu. (AGI) - 221052 APR 05
 
Arabmonitor, Beirut, 22 aprile - Il premier libanese Naghib Miqati ha reso noto che il programma del suo governo prevede la convocazione di elezioni per il 29 maggio prossimo. Se il Parlamento lo approva, sarà più agevole convocare il voto. Se, invece, ciò non avvenisse, l'esecutivo sarà comunque costretto a indire le consultazioni il 29 aprile prossimo per il 29 di maggio. Miqati ha espresso il suo apprezzamento per la scelta dei vertici dei servizi di sicurezza di mettersi a disposizione durante l'inchiesta internazionale sull'assassinio di Hariri. 
 
Arabmonitor, Beirut, 22 aprile - La tv libanese Lbc ha annunciato che sia il capo della Sicurezza generale libanese Jamil Sayyed, che il responsabile della sicurezza interna Ali al Haj hanno presentato oggi richiesta per essere messi a disposizione dell'ufficio del primo ministro per la durata delle indagini della commissione internazionale d'inchiesta sull'attentato a Rafic Hariri. 
 
(AGI) - Beirut, 21 apr. - Appena insediatosi in Libano, il nuovo governo di unita' nazionale di Najib Mikati deve registrare la prima defezione di uno dei ministri: si tratta di Ghassan Salameh, nominato dal premier a capo del dicastero della Pubblica Istruzione e della Cultura. Salameh, che vanta precedenti esperienze nell'esecutivo di Beirut e che e' stato anche funzionario presso la rappresentanza delle Nazioni Unite a Baghdad nel periodo immediatamente successivo al rovesciamento della dittatura irachena di Saddam Hussein, aveva ricevuto l'incarico martedi' ma ieri non aveva preso parte alla prima riunione di gabinetto: sulle prime la circostanza non era stata oggetto di particolari speculazioni, anche perche' l'assente risiede normalmente a Parigi, ma stando a fonti governative in serata Salameh ha quindi rassegnato le dimissioni. A Mikati, un esponente moderato del fronte filo-siriano, spetta il compito di traghettare il tormentato Paese mediorientale verso le elezioni generali di fine maggio, cercando di evitargli ulteriori convulsioni politiche dopo quelle innescate dalla strage del 14 febbraio scorso nella capitale, costata la vita all'ex premier anti-siriano Rafik al-Hariri e ad altre diciannove persone; dietro l'attenttao molti hanno denunciato un'orchestrazione del regime di Damasco.
   Secondo le stesse fonti governative libanesi, Mikati dovrebbe provvedere in tempi stretti a scegliere un sostituto per il ministro dell'Istruzione dimissionario. (AGI) –
 
Arabmonitor, Beirut, 21 aprile - Ieri sera tardi, sconosciuti hanno lanciato una granata da un'auto in corsa contro dei lavoratori siriani a Beirut in un quartiere musulmano. L'esplosione ha ferito tre persone. L'episodio sarebbe avvenuto a seguito di un diverbio. Poco più tardi, un ordigno è esploso in un quartiere meridionale della capitale libanese, abitato in prevalenza da sciiti, senza provocare vittime.
Intanto, la famiglia di Rafic Hariri ha annunciato con un comunicato che uno dei figli dell'ex uomo politico assassinato il 14 febbraio scorso, Saad Hariri, vuole assumersi "responsabilità politiche". La sorella di Hariri, Bahia, è già membro del Parlamento libanese ed è considerata una delle figure di maggior prestigio dell'opposizione.
 
(ANSA)-BEIRUT, 20 APR- Una granata e' stata lanciata sotto un ponte nel quartiere di Kola, contro alcuni chioschi gestiti da siriani: bilancio provvisorio, 3 feriti. Nella zona sono immediatamente giunte ambulanze e mezzi dei pompieri. Il nuovo attentato, che era stato preceduto da altri quattro nel mese scorso, con un bilancio di tre morti e una decina di feriti, viene all'indomani della formazione di un nuovo governo in Libano. GS (Riproduzione Riservata)
 
(ICE) 20 APR -  Nei primi due mesi del 2005 il valore dell' import libanese di macchinari è diminuito dell' 11,4% rispetto al corrispondente periodo dell' anno precedente, passando da 23,9 milioni di dollari a 21,2 milioni. L' Italia è sempre primo fornitore anche di macchinari e congegni meccanici, con una quota di mercato del 31%, seguita dalla Germania con il 15,4% e dalla Cina con il 9%. In mancanza di incentivi governativi, continua la crisi del settore industriale che dovrà affrontare non solo gli alti costi di produzione, ma anche la concorrenza delle industrie regionali sussidiate dai rispettivi governi (Paesi del Golfo) o con costi di produzione contenuti (Siria e Egitto).
 
IT.CHINABROADCAST.CN, 20 APR - Ieri a Beirut, incontrando una delegazione del parlamento tedesco, il presidente libanese Emile Lahoud si è detto convinto che il popolo libanese ha la capacità di difendere l'unificazione del paese, portando il Libano ad uscire dalla difficile situazione causata dall'assassinio dell'ex primo ministro Rafik al-Hariri. Lo stesso giorno a Beirut, incontrando il comandante generale delle truppe siriane in Libano Muhammed Faiz al-Hafar, il primo ministro del nuovo gabinetto libanese Najib Miqati ha detto che le relazioni tra Siria e Libano sono fondate sulla base dei comuni interessi e che il nuovo governo libanese si impegnerà nello stabilimento di un nuovo tipo di rapporti con la Siria e nello sviluppo della cooperazione bilaterale nei vari settori. Viene riferito che sempre ieri il vice portavoce del Consiglio di Stato americano Adam Ereli ha detto che gli USA coopereranno con il nuovo governo libanese aiutandolo a completare il nuovo turno di elezioni parlamentari
 
(ANSA) - BEIRUT, 19 APR - Il premier incaricato Najib Miqati ha raggiunto un accordo per la formazione di un nuovo governo in Libano. Lo ha detto la Tv libanese Lbc. L'emittente ha aggiunto che l'accordo e' stato raggiunto in un incontro tra il premier incaricato, il capo dello stato Emile Lahoud, e il presidente del Parlamento, Berri. Il Libano era senza governo dal 28 febbraio, quando il gabinetto guidato da Omar Karame si era dimesso in seguito alle proteste per l'uccisione dell'ex premier Hariri
 
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domenica, 24 aprile 2005
(ANSA) - CITTA' DEL VATICANO, 18 apr - E' iniziato il primo conclave del terzo millennio, che dovrà eleggere il successore di Giovanni Paolo II. Il maestro delle celebrazioni liturgiche pontificie, mons. Piero Marini ha pronunciato l'extra omnes, il 'fuori tutti', al quale è seguita la chiusura delle porte della cappella Sistina. In precedenza i cardinali elettori avevano prestato il solenne giuramento sul conclave. Il testo del giuramento è stato letto dal cardinale decano, Joseph Ratzinger.
 
La Sicilia - Città del Vaticano, 19 apr  - L' omelia pronunciata ieri da Joseph Ratzinger nella messa "pro eligendo pontefice" è già considerata il "manifesto" del nuovo papa. In quella occasione Ratzinger aveva sottolineato l'ora di grande responsabilità che sta vivendo la Chiesa, descrivendo gli "ultimi decenni" della "piccola barca del pensiero cristiano" "agitata da molte onde", da "venti di dottrina, correnti ideologiche, mode del pensiero". "Da un estremo all'altro" di tali onde, Ratzinger aveva citato "marxismo, liberalismo, collettivismo, individualismo radicale, ateismo, un vago misticismo religioso, agnosticismo, sincretismo...".

Nella sua omelia era risuonata la condanna la "dittatura del relativismo che non riconosce nulla come definitivo e che lascia come ultima misura solo il proprio io e le sue voglie". "Avere una fede chiara, secondo il credo della Chiesa, - aveva affermato - viene spesso etichettato come fondamentalismo. Mentre il relativismo, cioè il lasciarsi portare qua e là da qualsiasi vento di dottrina, appare come l'unico atteggiamento all'altezza dei tempi odierni".

La Chiesa e i suoi sacerdoti, aveva poi ricordato, devono essere animati dalla "santa inquietudine" di "portare a tutti il dono della fede, dell'amicizia con Cristo". "L'amicizia di Dio - aveva aggiunto - ci è stata data perchè arrivi anche agli altri. Abbiamo ricevuto la fede per donarla agli altri siamo sacerdoti per servire gli altri e dobbiamo portare un frutto che rimanga". "Tutti gli uomini - aveva sottolineato - vogliono lasciare una traccia che rimanga, ma cosa rimane? Il denaro no, anche gli edifici non rimangono, i libri nemmeno, dopo un certo tempo, più o meno lungo queste cose scompaiono".

"L'unica cosa che rimane in eterno è l'anima umana, l'uomo creato da Dio per l'eternità. Il frutto che rimane è perciò quanto abbiamo seminato nelle anime umane, l'amore, la conoscenza, la fede, il gesto capace di toccare il cuore, la parola che apre l'anima alla gioia del Signore". La lunga omelia di Ratzinger si era conclusa con l'invito "in questa ora" a "pregare con insistenza il Signore perchè dopo il grande dono di papa Giovanni Paolo II ci doni di nuovo un pastore secondo il suo cuore, un pastore che ci guidi alla conoscenza di Cristo, al suo amore, alla vera gioia".
 

Città del Vaticano, 18 apr. (Adnkronos). E' nera la prima fumata uscita dalla Cappella Sistina. Poco dopo le 20 il fumo è cominciato a uscire dal comignolo sul quale erano puntati gli occhi di migliaia di fedeli e di decine di telecamere di tutto il mondo. E' il segno che alla fine i cardinali hanno deciso di rompere il ghiaccio e di cominciare a contarsi. In un primo momento l'impressione era che il colore del fumo fosse bianco, e gli esperti ben sanno che non va mai tenuto in considerazione il primo sbuffo, e subito dopo è apparso con chiarezza che il fumo era nero. Così le votazioni sono iniziate.

CITTA' DEL VATICANO (Reuters), 19 apr - E' terminata stamane con una fumata nera anche la seconda sessione di votazioni dei cardinali riuniti da ieri in conclave per eleggere il futuro Papa.
Dopo i due voti di stamattina nella Cappella Sistina, i 115 cardinali elettori non hanno individuato il successore di Giovanni Paolo II.
Le votazioni riprenderanno nel pomeriggio.
Le fumate hanno luogo al termine di ciascuna delle due sessioni, due voti al mattino, due al pomeriggio, intorno alle 12 e poi intorno alle 19.
Sarà la fumata bianca e il contemporaneo suono delle campane di San Pietro a segnalare l'avvenuta elezione del nuovo Pontefice.

 

CITTA' DEL VATICANO (Reuters), 19 apr - Fumata bianca a San Pietro: i cardinali hanno eletto il nuovo Pontefice al secondo giorno di Conclave.
I 115 cardinali elettori, riuniti da ieri pomeriggio nella Cappella Sistina, hanno scelto il successore di Giovanni Paolo II, morto il 2 aprile a 84 anni.
In precedenza c'erano state due fumate nere: una dopo la prima votazione tenutasi ieri e l'altra al termine della sessione di stamattina.
La decisione è stata annunciata alle migliaia di persone presenti in Piazza San Pietro dalla fumata bianca, uscita dal camino posto sulla Cappella Sistina.

Città del Vaticano, 19 apr. (Adnkronos/Mak) - Joseph Ratzinger è il nuovo Papa con il nome di Benedetto XVI. Alle 17.50 del secondo giorno di Conclave i cardinali riuniti nella Sistina hanno eletto il nuovo Papa. Il successore di Giovanni Paolo II è stato eletto al quarto scrutinio dai 115 porporati. Dopo quasi quindici minuti le campane di San Pietro hanno iniziato a suonare a distesa. Alle 18.42 il protodiacono, cardinale Medina Estevez si è affacciato dalla loggia vaticana pronunciando l'attesa formula rituale. "Nuntio vobis gaudium magnum: habemus Papam''. Dopo pochi minuti alla Loggia si è affacciato Papa Benedetto XVI. ''Dopo il grande Papa Giovanni Paolo II i signori Cardinali hanno eletto me pontefice, un semplice e umile lavoratore nella vigna del Signore'', queste le sue prime parole davanti alla folla di San Pietro. ''Mi consola il fatto -ha aggiunto - che il signore mi ha chiamato a lavorare ed ad agire anche con strumenti insufficienti. E soprattutto mi affido alle vostre preghiere. Il Signore ci aiuterà e Maria sua Santissima Madre sta dalla nostra parte''. Il successore di Giovanni Paolo II è stato eletto in poco meno di due giorni, lo stesso tempo impiegato per votare Pio IX. Entrambi i Pontefici sono stati infatti eletti al quarto scrutinio, segnando un vero e proprio record nella storia della Chiesa. Giovanni Mastai Ferretti, che prese il nome di Pio IX, venne eletto il 16 giugno 1846 al quarto scrutinio, con 36 voti su 50 cardinali presenti al Conclave. Al momento dell'elezione, Papa Mastai Ferretti aveva solo 54 anni.

Madrid, 21 apr. (Adnkronos) - Con 183 voti a favore, 136 contrari e 6 astenuti, il Congresso spagnolo, la Camera bassa del Parlamento, ha approvato oggi in prima lettura una modifica del codice civile che autorizza i matrimoni gay. Il disegno di legge, che passerà ora al Senato per poi ritornare alla Camera per la sua approvazione in via definitiva, introduce modifiche in 16 articoli del codice. In particolare prevede la sostituzione delle parole 'marito' e moglie' con 'coniugi' e le parole 'padre e madre' con 'genitori'. ''Il matrimonio - si legge nel testo - avrà gli stessi requisiti e effetti nel caso in cui entrambi i contraenti siano dello stesso sesso o di sesso opposto''. Tra i deputati contrari quelli del Partito Popolare, i nazionalisti del CiU e i baschi del Pnv. Se per il presidente della 'Federazione lesbiche, gay e transessuali', Beatriz Gimeno, quello di oggi è ''un giorno storico per tutti i cittadini che credono nell'uguaglianza, nella giustizia e nello stato di diritto'', per la Conferenza episcopale spagnola, la riforma ''introduce un pericoloso fattore di dissoluzione dell'istituzione familiare e con essa dell'ordine sociale''. La questione ha già in passato creato tensioni tra Madrid e il Vaticano e arriva a due giorni dall'elezione a Papa del cardinale Joseph Ratzinger, al quale il premier socialista Jose Luis Rodriguez Zapatero aveva segnalato in un messaggio la sua disponibilità a collaborare.

 

(Asca-Afp) - Madrid, 22 apr - ''I funzionari devono applicare le leggi che il governo propone e che il Parlamento approva'', ha affermato Fernandez de la Vega. ''Nessuna delle decisioni di questo governo, tra cui la legge che estende il diritto al matrimonio o la legge sul divorzio, limita i diritti dei cittadini ne' pregiudica la famiglia'', ha ribadito, sottolineando che ''tutti i cittadini possono costruire la loro famiglia in funzione del diritto canonico se lo desiderano o di quello civile''. Ieri il cardinale Trujillo aveva invitato tutti i professionisti che si troveranno a dover applicare la legge a ''esercitare la stessa obiezione di coscienza di medici e infermieri in caso di aborto''.

(AGI) - CdV, 23 apr. - Italiano, inglese, francese, tedesco e poi ancora, anzi "finalmente, visto che siamo a Roma", di nuovo in italiano. Ma non in spagnolo. Il Papa Benedetto XVI ha saltato proprio la lingua latinoamericana nel breve messaggio rivolto questa mattina agli operatori dell'informazione e della comunicazione radiotelevisiva radunati nell'Aula Paolo VI. E questo è stato subito notato dalle decine e decine di giornalisti e operatori di lingua spagnola che erano raccolti nell'Aula, i quali hanno sottolineato che "la quasi totalità dei cattolici nel mondo parla spagnolo. Non capiamo perché non abbia rivolto un saluto anche in quella lingua. Sarebbero bastati due-tre minuti, non di più...". In effetti, se è normale che il Papa parli in italiano e nella lingua madre, e poi anche in inglese - che costituisce la lingua ormai ufficiale nel mondo - e quindi in francese, la lingua parlata nel mondo della diplomazia, è parso strano che in una circostanza come questa, cioé di grande effetto proprio mediatico e tramite i mezzi di comunicazione, abbia trascurato lo spagnolo. Proprio in considerazione della diffusione dello spagnolo nel mondo cattolico.

CITTA' DEL VATICANO (Reuters) - Papa Benedetto XVI ha inaugurato il suo ministero oggi con una messa a San Pietro davanti a centinaia di migliaia di fedeli, in cui ha parlato dei "deserti" di sofferenza che affliggono l'umanità e a cui si può sfuggire solo abbracciando Dio.
Tre settimane dopo la morte di Giovanni Paolo II, una folla di circa 350.000 fedeli ha assistito alla messa, assieme a delegazioni internazionali.
Il nuovo Pontefice ha chiesto ai fedeli di pregare per il compito "enorme" che lo attende, e come già in un messaggio nei giorni scorsi ha salutato i "fratelli" ebrei e i "non credenti".
Gli applausi della folla hanno interrotto oltre 40 volte la sua lunga omelia, seguita dal coro "Benedetto, Benedetto".
Il Papa ha detto di non avere un "programma di governo". Ha spiegato che la sua intenzione "non è fare la mia volontà, non è perseguire le mie idee, ma mettermi in ascolto, con tutta quanta la Chiesa, della parola e della volontà del Signore, e lasciarmi guidare da Lui".
Al termine della messa di inizio pontificato, durata circa due ore e mezzo, il Papa è passato tra i fedeli in Piazza San Pietro a bordo di un jeep bianca scoperta, sorridendo e salutando, tra rigide misure di sicurezza.

 

SENZA DIO I "DESERTI" SI MOLTIPLICANO
Benedetto si è soffermato sull'alienazione dell'uomo e sulla necessità di restituirgli dignità, parlando delle "tante forme di deserto" presenti nel mondo.
"Vi è il deserto della povertà, il deserto della fame e della sete, il deserto dell'abbandono, della solitudine, dell'amore distrutto".
"Vi è il deserto dell'oscurità di Dio - ha proseguito - dello svuotamento delle anime senza più coscienza della dignità e del cammino dell'uomo... I deserti esteriori si moltiplicano nel mondo perché i deserti interiori sono diventati così ampi".
"Non siamo il prodotto casuale dell'evoluzione", ha poi aggiunto. "Ciascuno di noi è frutto del pensiero di Dio, ciascuno di noi è voluto, ciascuno di noi è amato e ciascuno di noi è necessario".
Benedetto ha anche lanciato un appello all'unità della Chiesa, che ha esortato a fare "tutto il possibile per percorrere la strada verso l'unità".
Prima della cerimonia, il Papa ha pregato sulla tomba del predecessore nelle Grotte Vaticane.
Nel corso della messa ha ricevuto i simboli del pontificato: il pallio bianco di lana d'agnello con le croci rosse e l'anello del Pescatore.
Tanti i pellegrini provenienti dalla Germania, Paese dell'ex cardinale Joseph Ratzinger. Alcuni di loro, però, hanno espresso dispiacere per il fatto che il Papa non abbia detto nulla in tedesco.
Nella delegazione tedesca c'erano il cancelliere Gerhard Schroeder e il presidente Horst Koehler.
Al termine della messa il Papa ha ricevuto in privato i leader internazionali, compresi il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi con la moglie Franca e il capo del governo Silvio Berlusconi con la moglie Veronica e il figlio.

 

"LA CHIESA E' GIOVANE"
La Chiesa è viva ed è giovane, e "porta in sé il futuro del mondo", ha detto Benedetto XVI riferendosi alle manifestazioni di calore e profonda partecipazione da parte dei fedeli dalla morte di Papa Wojtyla fino ad oggi.
Proprio ai giovani ha voluto rivolgere un vibrante appello, riprendendo le parole del Papa che loro amavano tanto.
"Oggi io vorrei, con grande forza e con grande convinzione, a partire dall'esperienza di una lunga vita personale, dire a voi, cari giovani: non abbiate paura di Cristo! Egli non toglie nulla e vi dà tutto... Sì, aprite, spalancate le porte a Cristo e troverete la vera vita".

"Quest'uomo ci sorprenderà". "E' un Papa conservatore, reazionario, ma di transizione". Si susseguono in questi giorni i commenti sull'elezione a papa di Ratzinger (noi ne parlavamo da tempo). 
Ci stupirà? Non credo. Sarà un papato di transizione? Poveri illusi!
Il pontificato di Benedetto XVI sarà probabilmente caratterizzato da continue frizioni fra il Vaticano e l'Occidente laico e liberale. Era proprio giunta l'ora di far cadere tutti i veli dell'ipocrisia e di combattere in campo aperto.
Quest'uomo ce lo manda la Provvidenza.

 

Panther

 

 

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domenica, 24 aprile 2005
Il Sole24Ore dà notizia dell'avvenuto arresto di 40 pakistani cristiani da parte delle autorità saudite. I 40 fedeli sarebbero stati colti mentre celebravano una messa. In Arabia Saudita non sono ammesse pratiche religiose esterne a quelle dell'Islam.
Oggi, un rappresentante della corona saudita sarà a Roma per l'insediamento del neo Papa Benedetto XVI. aa


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venerdì, 22 aprile 2005

GENEVA (AP) - The UN Human Rights Commission rejected Cuba's attempt Thursday to force an investigation into the treatment of detainees at the U.S. naval base in Guantanamo Bay.

The vote on Cuba's resolution was 22-8, with 23 countries abstaining. The countries supporting the failed effort by Cuba were China, Zimbabwe, South Africa, Sudan, Malaysia, Guatemala and Mexico.

The resolution, which noted the "serious concern" expressed by UN experts about the conditions for terrorist suspects held at Guantanamo, would have asked the United States "to authorize an impartial and independent fact-finding mission."

Cuba introduced the resolution after the commission approved a resolution to continue reporting on the human rights situation in the communist island nation.

The European Union already said it planned to oppose the Cuban bid, which effectively would have been a reprimand to the United States.

Juan Antonio Fernandez, the Cuban delegate who presented the resolution, expressed disappointment in the EU members.

Peruvian Ambassador Elizabeth Astete Rodriguez said she thought the resolution was not needed because actions by the U.S. courts and others had led to "measures to improve the situation."

"The case is already being addressed," she said, adding that the improvements were not reflected in the Cuban proposal.

Fonte:www.cubalife.com 

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