domenica, 26 giugno 2005

Dal blog di Sandro Magister. A quarant’anni dalla sua chiusura, il Concilio Vaticano II è ancora in attesa di una sua storia “non di parte ma di verità”. L’ha detto il cardinale Camillo Ruini presentando un del vescovo Agostino Marchetto – studioso di storia della Chiesa, poi in servizio diplomatico per la Santa Sede e oggi segretario del pontificio consiglio per i migranti e gli itineranti – e intitolato: “Il Concilio Ecumenico Vaticano II. Contrappunto per la sua storia”. Il libro di Marchetto fa da contrappunto, ossia si contrappone nettamente, all’interpretazione del Vaticano II che ha fino ad oggi monopolizzato la storiografia cattolica mondiale: quella dei cinque volumi della “Storia del Concilio Vaticano II” diretta da Giuseppe Alberigo e pubblicata in sei lingue tra il 1965 e il 2001: in Italia per i tipi del Mulino e a cura di Alberto Melloni. Ruini ha esordito paragonando la storia del Vaticano II di Alberigo a quella scritta dal servita Paolo Sarpi sul Concilio di Trento, pubblicata a Londra nel 1619 e subito messa all’indice dei libri proibiti: cioè una ricostruzione brillante, fortunata, ma molto polemica e molto di parte.


Città del Vaticano, 23 giu. (Apcom) - "Finora tutti hanno parlato di Mortara. Adesso, lasciate che sia Mortara stesso a parlare". "Allorché venni adottato da Pio IX - scrive Edgardo Mortara - tutto il mondo gridava che ero una vittima, un martire. Ma io vivevo felicemente in San Pietro in Vincoli. Sono intimamente convinto, per tutto l'insieme della vita del mio Augusto Protettore e Padre, che il Servo di Dio Pio IX era un santo. Ed ho la convinzione che un giorno sarà elevato, come merita, alla gloria degli altari".
L'ultimo libro di Vittorio Messori, "Io, il bambino ebreo rapito da Pio IX", è un memoriale inedito di Mortara, il bambino ebreo di sette anni sottratto alla famiglia e battezzato di nascosto da una domestica. Dopo un secolo e mezzo (il caso risale alla Bologna del 1852), la parola passa per la prima volta al protagonista. Un volume in cui Edgardo si schiera dalla parte di Pio IX, accusato da tutto il mondo di essere un brutale rapitore. "Verrà un giorno - conclude il suo manoscritto - e non è lontano, in cui i posteri accoglieranno i poveri discorsi del bambino Mortara, per legarli a profumate ghirlande di fiori immortali, che orneranno e decoreranno l'altare sopra il quale la cattolicità saluterà, con acclamazioni entusiastiche, Pio IX, il Santo".
Il memoriale pubblicato da Messori è la traduzione dallo spagnolo di un testo conservato a Roma nell'archivio di uno degli ordini più antichi della Chiesa: i Canonici regolari del Santissimo sacramento Lateranense. Si tratta di pagine scritte da padre Edgardo Mortara nel 1888, quando aveva 37 anni ed era in Spagna per il periodo di apostolato. Il volume di 165 pagine è un diario in cui Mortara difende in modo vigoroso Pio IX e il suo operato. "Ogni volta che sono tornato nell'Eterna Città - scrive - profondamente commosso mi sono prostrato sulla tomba del mio Augusto Padre e Protettore, verso il quale la mia gratitudine non ha limiti e che sempre riterrò come un savio e santo Pontefice". Pio IX si difende dalle accuse che riceve da più parti di essere un 'rapitore di bambini': "Grandi e piccoli mi vollero rapire questo bambino, accusandomi di essere un barbaro e uno spietato. Non pensano che anch'io sono un padre".
Nel 1852, nella Bologna ancora papale, una domestica cristiana assunta dalla famiglia del commerciante ebreo Momolo Mortara battezzò, di sua iniziativa, il piccolo Edgardo, cui i medici avevano dato poche ore di vita. Inaspettatamente, il bambino si riprese e, sei anni più tardi, la notizia del battesimo furtivo, ma valido, giunse all'orecchio delle autorità, che, dopo un'inchiesta rigorosa e dovendo rispettare la legge di educare cristianamente i battezzati, ordinarono che Edgardo venisse accolto in un collegio di Bologna sino alla maggiore età, quando avrebbe deciso se tornare alla religione ebraica o meno.
Pio IX accolse il bambino e gli assicurò che sarebbe stato per lui un padre affettuoso e premuroso. Come difatti fu, fino alla morte. Ne nacque un caso di Stato: su istigazione di Cavour, le istituzioni ebraiche protestarono vivamente, ma Pio IX fu irremovibile. Della sorte del piccolo, invece, furono in pochi a curarsi. Divenne religioso nell'ordine dei Canonici regolari Lateranensi, assumendo il nome di "Pio", un omaggio a colui che il mondo considerava il suo 'brutale' rapitore, ma verso il quale nutrì sempre una devozione e una gratitudine straordinarie.


C
ittà del Vaticano, 24 giu. (Apcom) - La struttura 'Rai-Vaticano', nata due anni fa con l'intento di seguire da vicino il Papa e l'attività della Santa Sede, rischia di morire. "La struttura è stata come fagocitata, azzerata. L'ultima apparizione della sigla 'Rai Vaticano' è stata durante la Messa e l'Urbi et Orbi di Pasqua, il 27 marzo scorso. Poi la sruttura è scomparsa dal video". A manifestare amarezza è Giuseppe De Carli, direttore della struttura che rileva: "il nostro lavoro è stato utilizzato e messo in onda senza le firme di chi lo aveva con tanta passione prodotto". "Mi chiedo - si domanda De Carli - come si può far morire una struttura che è stata voluta dalla Rai e dal Vaticano, nonché dai principali rappresentanti delle altre religioni cristiane e non cristiane del nostro Paese?"
Sulla questione, l'Associazione di telespettatori vicina alla Conferenza episcopale italiana (Aiart) scende in campo per difendere la struttura Rai-Vaticano. "Che cosa risponde l'azienda alle accuse del giornalista del Tg1 che parla esplicitamente di smantellamento di Rai Vaticano?", si domanda Luca Borgomeo, presidente dell'Aiart. "Sono anni ormai che stiamo assistendo a una caduta nella qualità dei programmi della Rai. Troppo spesso l'emittente pubblica si comporta come una tv privata - ha aggiunto Borgomeo - non disegnando di competere con essa, solo per fare cassa, sul terreno squallido di programmi insulsi, volgari, diseducativi e spesso immorali". "Non vorremmo che ora - ha concluso - per motivi di bilancio o di audience, si colpisse l'informazione religiosa". 


(ASCA) - Roma, 24 giu - Il principio della laicità dello Stato viene affermato dal Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi. Ciampi, nel suo indirizzo di saluto, in occasione della visita di Papa Benedetto XVI al Quirinale spiega che ''il legame fra la Santa Sede e l'Italia è un modello esemplare di armoniosa convivenza e di collaborazione. Io stesso - dice Ciampi - sono solito mostrare ai miei ospiti stranieri di qualunque religione, dal Torrino del Quirinale, belvedere al centro di Roma, il panorama della città, sul quale svetta la cupola michelangiolesca di San Pietro. Sono orgoglioso di poter dire loro: là vi è un altro Stato, lo Stato della Città del Vaticano; ecco un esempio tangibile di come si possono comporre, in spirito di pace, le controversie fra gli Stati. Con lo stesso orgoglio affermo - sottolinea Ciampi - come Presidente della Repubblica e come cittadino la laicità della Repubblica italiana''. Il Presidente della Repubblica ricorda che la Costituzione italiana, all'art. 7 recita: ''Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani. I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi'. Per Ciampi ''il rinnovato Concordato del 1984 ha chiarito e rafforzato ulteriormente le nostre relazioni, basate sul pieno rispetto di questi principi''.


Città del Vaticano, 25 giu. (Adnkronos) - La crisi di vocazioni colpisce anche papa Ratzinger. Rimasto per parecchi giorni, al termine del Conclave, al Collegio di Santa Marta, Benedetto XVI ha beneficiato dell'ospitalità delle suore dell'ordine Figlie della Carità e, apprezzando tanta dedizione, aveva richiesto la loro presenza nel Palazzo Apostolico. Tuttavia, a quanto apprende l'ADNKRONOS, la richiesta non potrà essere esaudita. Il motivo? ''Non abbiamo più soggetti'', è stata la risposta che si è vista costretta dare con rammarico la Madre Generale.


Roma, 26 giugno 2005 - Papa Ratzinger sorride e dice cose pesanti. Prima elenca a Ciampi i punti cardinali sui quali deve muoversi la laicità dello Stato.
Poi, ieri, dalle righe del Compendio del suo catechismo, rincara la dose.
La ’bomba’ è al punto 465 dell’opera articolata su domande e risposte: «Il cittadino non deve obbedire quando le leggi delle autorità civili si oppongono alle esigenze dell’ordine morale». In altre parole: il Catechismo vale più della Costituzione, in quanto l’arbiter delle ’esigenze dell’ordine morale’ è proprio la Chiesa. E per dare profondità dottrinale a questo punto, destinato a suscitare polemiche e controversie, il Compendio cita un passo degli Atti degli Apostoli: «Bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini».
Queste parole, alla luce degli eventi socio-politici che hanno percorso l’Italia (ma anche la Spagna) negli ultimi mesi, assumono un peso rilevante: rilanciano, per esempio, l’obiezione di coscienza così come è stata sollecitata ai pubblici amministratori cattolici dalla curia iberica dopo la decisione del governo Zapatero di liberalizzare i ’matrimoni gay’. Sollevano questioni e problemi nei nostri ospedali, se lette con la successiva parte del Compendio che affronta il tema delle fecondazione assistita.
Ecco, infatti, che alla domanda 499 («Perchè l’inseminazione e la fecondazione artificiali sono immorali») si riponde ricordando che «queste tecniche sono immorali perchè dissociano la procreazione dall’atto con cui gli sposi si donano reciprocamente, instaurando così un dominio della tecnica sull’origine e sul destino delle persona umana».
Sul tema della fecondazione nel compendio del catechismi troviamo molte delle argomentazioni portate dal fronte dell’astensione nella recente campagna referendaria. Per esempio, il passo sulla fecondazione eterologa, che le «il diritto del figlio a nascere da un padre e da una madre conosciuti da lui, legati tra loro dal matrimonio e aventi il diritto esclusivo a diventare genitori soltanto l’uno attraverso l’altro».
Parole che investono il «no» alle coppie di fatto e anche alle adozioni da parte di gay e persino di single. La chiusura totale alla fecondazione assistita porta come conseguenza, per le coppie sterili, che l’unica via genitoriale possibile è quella che il Compendio definisce ’feconditio’ spirituale: affido, adozione o compimento di «servizi significativi a favore del prossimo».
Ma il Compendio, realizzato da una commissione presieduta dall’allora cardinale Ratzinger sul monumentale catechismo wojtyliano promulgato nel 2002, affronta nelle sue 205 pagine l’intero scibile dottrinale e sociale. Ed ecco gli altri punti controversi.
La pena di morte, in primis. Non viene categoricamente esclusa anche se si legge che ormai i casi «di assoluta necessità di pena di morte sono molto rari, se non addirittura praticamente inesistenti». E la linea pace-guerra. Il Compendio enumera quattro condizioni che rendono moralmente legittima la forza militare: «Certezza di un durevole e grave danno subito; inefficacia di ogni alternativa pacifica; fondate possibilità di successo; assenza di mali peggiori considerata l’odierna potenza dei mezzi di distruzione». Punti di logico buonsenso, ma richiamabili da qualsiasi potere invasore.
In caso di guerra, questa è la posizione della Chiesa, ai governi «compete il diritto di imporre ai cittadini l’obbligo della difesa nazionale». Ed è curioso come, in questo caso, l’obiezione di coscienza, pur accettata e codificata in tempo di pace («...fatto salvo il diritto personale all’obiezione di coscienza, da attuarsi con altra forma di servizio alla comunità umana»), appare ad un tempo limitata e imposta in tempo di guerra. Infatti, laddove si parla di «distruzioni di massa,», di «sterminio di un popolo o di una minoranza etnica» per definirli «peccati gravissimi» , si ricorda che il soldato «è moralmente in obbligo di fare resistenza agli ordini di chi comanda».
Una formula che, da una parte, accomuna al crimine anche chi lo esegue, ma dall’altra limita all’eccesso il diritto di obiezione. Il compendio del Catechismo sarà presentato dopodomani e sarà sicuramente oggetto di analisi approfondite, e non solo da parte di esperti di dottrina. Le polemiche sono cominciate già da ieri. Ma Benedetto XVI non è certo persona diversa dal cardinal Ratzinger. Sorride e procede.

di Paolo Berardengo


CITTA' DEL VATICANO - 26 giu - Verrà aperta tra due giorni, il 28 giugno, la causa di beatificazione di Giovanni Paolo II. Il cardinale Camilllo Ruini lo farà nel corso di una solenne cerimonia nella Basilica di San Giovanni in Laterano. Il 13 maggio scorso Papa Ratzinger aveva annunciato che l'iter della causa avrebbe avuto un percorso accelerato. Ratzinger ha stabilito di dare subito il via alla causa e non aspettare cinque anni. (Agr)


Siamo tornati agli anni Settanta. Decidete voi di quale secolo....




Panther 

 
postato da: panther1978 alle ore 20:35 | Permalink | commenti
Creative Commons License
This work is licensed under a Creative Commons Attribution-NoDerivs 2.0 Italy License. categoria:vaticano
venerdì, 24 giugno 2005

UNITED Nations human rights experts yesterday said they had reliable accounts of inmates being tortured at Guantanamo Bay and accused the United States of hindering their attempts to visit detainees at the US naval base in Cuba.

The four independent experts said the US had not responded to numerous requests to check the condition of terrorist suspects at the camp. They said their request for a visit was "based on information, from reliable sources, of serious allegations of torture, cruel, inhuman and degrading treatment of detainees, arbitrary detention, violations of their right to health and their due process rights".

The experts, who report to UN bodies on different human rights issues, have been trying to visit Guantanamo since early 2002. They said they had yet to hear back from Washington on their latest request - made a year ago and renewed in mid-April - to visit the camp. A US spokeswoman said the request was still being reviewed.

"The writ of international human rights does not stop at the gates of Guantanamo Bay," said Paul Hunt, of New Zealand, one of the experts whose role is to monitor physical and mental health.

Manfred Nowak, of Austria, an expert on torture, said: "We are not making a judgment if torture or treatment under degrading conditions has taken place." However, he said the failure of Washington to respond was leading them to conclude the US had something to hide. "At a certain point, you have to take well-founded allegations as proven in the absence of a clear explanation by the government," he said.

The experts' statement said: "We deeply regret that the government of the United States has still not invited us to visit those persons arrested, detained or tried on grounds of alleged terrorism or other violations."

They said many of the abuse allegations had come to light via declassified US government documents.

They had decided to express their misgivings because "the lack of a definitive answer despite repeated requests suggests that the United States is not willing to co-operate with the United Nations human rights machinery on this issue".

Mr Nowak said the team had heard a number of allegations about abuse of US detainees.

But he said US officials at a meeting in April had refused to guarantee him the right to speak to detainees in private - an "absolute precondition" for such a visit. He said his team would need full access to the prison population.

Mr Hunt said he wanted to investigate "persistent and credible reports" of alleged violations. "Reportedly, medical staff have assisted in the design of interrogation strategies, including sleep deprivation and other coercive interrogation methods," he said.

Another of the experts, Leandro Despouy, of Argentina, a specialist on the independence of judges and lawyers, said: "We are all worried about this situation." The fourth member, Leila Zerrougui, of Algeria, a specialist on arbitrary detention, said: "The time is up. We have to act now. If not, we won't have any credibility left."

Brooks Robinson, a spokeswoman for the US mission to the UN offices in Geneva, said the response to the team had been delayed because of the US's review process, which was "thorough and independent".

Fonte: http://www.cubalife.com/

postato da: Galileo82 alle ore 21:37 | Permalink | commenti
Creative Commons License
This work is licensed under a Creative Commons Attribution-NoDerivs 2.0 Italy License. categoria:cuba
giovedì, 23 giugno 2005
“La sicurezza prima del pane”: il leader druso Jumblatt individua così la priorità nell’agenda politica della nuova maggioranza parlamentare libanese. Mentre la Rice interviene con decisione sulla questione intimando alla Siria di “smetterla di destabilizzare il Libano” Jumblatt vede in un’azione di ripulitura delle agenzie di sicurezza nazionali, un atto dovuto per proseguire con più speditezza sulla strada sia della normalizzazione della vita della repubblica dei Cedri, sia di un definitivo affrancamento del paese dall’insopportabile ingerenza siriana.
 
corriere.com - Libano, altri omicidi politici, Gli antisiriani sono nel mirino
La serie di assassini politici di esponenti antisiriani prosegue senza sosta in Libano, e gli oppositori di Damasco - appena usciti vittoriosi dalle elezioni - sono stati invitati ieri a formare un nuovo governo che epuri i servizi di sicurezza filosiriani, sott'accusa per l'ondata di terrore. Il leader druso Walid Jumblatt, la cui alleanza con il leader sunnita Saad Hariri e il gruppo cristiano delle Forze libanesi ha conquistato una maggioranza di 72 seggi su 128 in Parlamento, ha affermato che il fronte antisiriano deve assumere le redini del potere per «ripulire le agenzie di sicurezza che hanno devastato il Paese sotto il regime» del presidente filosiriano Emile Lahoud. «Altrimenti, saranno loro a liquidarci uno dopo l'altro», ha aggiunto Jumblatt. «La sicurezza deve venire prima del pane, prima delle riforme economiche», gli ha fatto eco il quotidiano L'Orient - Le Jour, all'indomani dell'uccisione dell'ex leader comunista Georges Hawi nell'ultimo attentato con autobomba a Beirut.
«La sola domanda che tormenta il Paese è "chi sara" il prossimo in questa sinistra lista nera?», si è chiesto il quotidiano, riferendosi alla serie di attentati sanguinosamente avviata il 14 febbraio con l'uccisione dell'ex premier Rafik Hariri (con altre 20 persone) e proseguita il 2 giugno con quella del giornalista Samir Kassr. Il nuovo Parlamento eleggerà intanto martedì prossimo il suo presidente e Lahoud dovrebbe quindi avviare le consultazioni per la scelta del premier.
I candidati favoriti sono Saad Hariri, figlio dell'ex premier ucciso nell'attentato del lunedì di San Valentino sul lungomare di Beirut, o un altro esponente del suo Movimento al-Mustaqbal.
 
(AGI/REUTERS/AFP) - Bruxelles, 21 giu. - Il segretario di Stato statunitense, Condoleezza Rice, ha avvertito la Siria che deve "smetterla" di destabilizzare il Libano. Commentando l'attentato in cui e' morto l'ex leader del partito comunista libanese, George Pawi, la Rice ha sostenuto che non e' in grado di indicare i mandanti dell'autobomba che ha ucciso il politico anti-siriano, ma ha accusato Damasco di promuovere un'azione di destabilizzazione in Libano pur avendo ritirato le sue truppe.
   "Ci sono un contesto e un'atmosfera di instabilita' - ha osservato - le attivita' promosse dalla Siria sono parte di quel contesto e parte di quella atmosfera, deve smetterla". La Rice si e' detta preoccupata per la catena di violenza che sta investendo figure di spicco del movimento anti-siriano nel Paese. Questo attentato e' una scena che "abbiamo gia' visto", ha concluso.
 
JEMP
postato da: MRJEMP alle ore 11:59 | Permalink | commenti
Creative Commons License
This work is licensed under a Creative Commons Attribution-NoDerivs 2.0 Italy License. categoria:liberolibano
martedì, 21 giugno 2005

BEIRUT (corriere.it) - 21 giugno 2005- Sangue in Libano all'indomani delle elezioni politiche vinte dal fronte antisiriano. Un'autobomba è esplosa oggi nella zona occidentale di Beirut facendo saltare per aria l’auto dell'anti-siriano George Hawi, ex leader del Partito comunista libanese. Lo riferiscono testimoni e fonti della polizia. È il secondo attentato in un mese contro un personaggio politico anti-siriano: il 2 giugno con la stessa modalità fu ucciso l'editorialista Samir Kassir. L'autobomba arriva il giorno dopo che l'alleanza antisiriana ha conquistato la maggioranza assoluta in Parlamento nelle prime elezioni degli ultimi 33 anni in Libano senza la presenza militare della Siria.

JEMP

postato da: MRJEMP alle ore 08:50 | Permalink | commenti
Creative Commons License
This work is licensed under a Creative Commons Attribution-NoDerivs 2.0 Italy License. categoria:liberolibano
martedì, 21 giugno 2005

BEIRUT (Reuters) Mon June 20, 2005 - La coalizione antisiriana ha ottenuto la maggioranza parlamentare nelle prime elezioni dal ritiro delle truppe di Damasco, stando ai risultati ufficiali che confermano i dati provvisori diffusi oggi. Il ministro dell'Interno Hassan al-Sabaa ha detto in conferenza stampa che la lista appoggiata dal figlio dell'ex primo ministro ucciso Saad al-Hariri ha ottenuto tutti i 28 seggi nel nord del Libano alle elezioni di ieri. Al-Hariri ha annunciato la sua vittoria molto prima della diffusione degli scrutini ufficiali, avvenuta oltre 24 ore dopo la chiusura delle urne dell'ultimo turno elettorale. 

(ANSA)-BEIRUT,20 GIU- L'alleanza antisiriana guidata da Saad Hariri ha vinto le elezioni in Libano: lo ha annunciato il ministro dell'interno libanese Hassan Sabeh. L'alleanza guidata dal figlio dell'ex premier assassinato ha conquistato la maggioranza assoluta in parlamento nelle prime elezioni tenute in Libano negli ultimi 33 anni senza la presenza siriana. L'alleanza e i suoi alleati hanno ottenuto 72 deputati, su un totale di 128. 

Beirut, 20 giu. - (Adnkronos/Dpa) - Il ministro degli Interni libanese Hassan Sabeh ha confermato la vittoria del blocco elettorale guidato da Saad Hariri, figlio dell'ex premier, al quarto e ultimo turno delle elezioni parlamentari. Al ''Movimento per il futuro'' sono andati 28 seggi, che, sommati gli altri ottenuti nei precedenti turni, danno alla coalizione di Hariri una maggioranza in Parlamento di otto seggi.

Approfondimenti

 

Unità.it

 

jemp

 

 

 

 

 

 

postato da: MRJEMP alle ore 00:14 | Permalink | commenti
Creative Commons License
This work is licensed under a Creative Commons Attribution-NoDerivs 2.0 Italy License. categoria:liberolibano