mercoledì, 27 luglio 2005

Dareste l'atomica ad un governo criminale, colluso, corrotto e immondo? Dareste l'atomica ad un governo di vigliacchi assassini impresentabili che hanno il coraggio, davanti al mondo, di chiedere l'arruolamento di ragazzi, perfino minorenni, da far saltare in aria nelle metropolitane occidentali?
Perchè l'Europa tentenna davanti all'Iran?
Perchè l'Europa non condanna un regime che
fa queste cose?
Per quanto tempo ancora il realismo politico impedirà a chi governa di prendere le decisioni a cui siamo chiamati dalla nostra storia e dal nostro futuro?

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(ANSA) - TEHERAN, 25 LUG -
Operazioni di arruolamento di volontari per 'azioni di martirio (cioe' suicide) in difesa dell'Islam' sono state organizzate in Iran. Secondo il sito Internet 'Bastab', i reclutamenti vengono fatti da un'organizzazione finanziata dallo Stato e guidata da un influente ayatollah della citta' santa sciita di Qom. Il sito pubblica inoltre la fotografia del modulo d'iscrizione, che riporta immagini di uomini armati e con il volto coperto da passamontagna.

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(ANSA) - PARIGI, 22 LUG - 'Non si puo' tollerare che l'Iran divenga una potenza nucleare' ha detto il primo ministro israeliano Ariel Sharon a Le Figaro. Sharon afferma senza mezzi termini che 'un Iran nucleare sarebbe in primo luogo un pericolo per Israele, ma anche un pericolo per tutto il Medio Oriente come per l'Europa'.Il premier israeliano ha evidenziato che l'Iran 'dichiara apertamente che uno dei suoi obiettivi nazionali e' la distruzione di Israele' e che e' 'un centro di terrorismo internazionale'.

JEMP

 

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mercoledì, 27 luglio 2005

Nasce il nuovo governo guidato Fouad Siniora ex fedelissimo dell'ex leader Hariri. Il nuovo esecutivo, deciso a completare la svolta democratica del paese dei cedri, è però assediato dalle iniziative Siriane tese a non permettere alla repubblica vicino-orientale troppi spazi di manovra autonoma da Damasco. Nonostante il ritiro delle truppe, infatti, la Siria maniene in Libano un forte apparato di intelligence. Inoltre bloccando tutte le esportazioni libanesi via terra, con il pretesto di controlli alla frontiera, sta di fatto paralizzando tutta l'economia nazionale. 50 mila posti di lavoro sono già a rischio.
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(ANSA) - DAMASCO, 21 LUG - La Siria ha richiesto al Libano di ''ricercare e processare'' gli assassini dei 37 siriani uccisi durante le violenze antisiriane. Lo ha annunciato il ministro del lavoro e degli affari sociali siriano, Diala Haji Aref. Nel corso di una conferenza stampa a Damasco, la signora Aref ha inoltre confermato che il governo ''vuole indennizzi finanziari per le famiglie dei 37 lavoratori siriani uccisi e per altri 150 colpiti fisicamente''.

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RAINEWS24) - BEIRUT, 20 LUG - Il premier libanese designato Fouad Siniora ha ottenuto l'avallo del presidente Emil Lahoud al proprio governo, formato da 24 membri. Per la prima volta, della compagine governativa fa parte il movimento sciita libanese Hezbollah, con un proprio rappresentante. La formazione del governo è stata annunciata dopo due incontri avvenuti nella giornata fra Lahoud e Siniora. Il governo, uscito dalle elezioni politiche del giugno scorso, è il primo che, da 24 anni, veda la luce senza le forze siriane presenti nel territorio. Fouad Siniora, 62 anni, vicino all'ex premier Rafiq Hariri assassinato in un attentato (fu suo ministro delle Finanze in cinque governi dal 1992 al 2004), era stato incaricato di formare l'esecutivo il 30 giugno scorso dal presidente Lahoud. All'esponente di Hezbollah Mohammad Fneich è stato attribuito il portafoglio dell'energia nel nuovo governo libanese formato dal premier Faoud Siniora. Dell'esecutivo fa parte anche uno sciita indipendente, Faouzi Saloukh, nominato ministro degli Esteri. Elias Murr, genero del presidente Laohud e già ministro nel precedente governo, conserva il posto di vicepremier e ministro della Difesa. La settimana scorsa è sfuggito a un attentato. Ministro della Giustizia è Charles Rizk, vicino al capo dello Stato. Nel precedente governo era ministro dell'Informazione e del turismo. Del Governo non fanno parte seguaci del generale Michel Aoun, tornato in Libano dall'esilio dopo il ritiro siriano.

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(AGE) BEIRUT, 19 LUG - Scontri tra miliziani palestinesi in un campo profughi nel sud del Libano hanno provocato almeno due feriti. Lo ha riferito oggi il quotidiano Daily Star. Citando fonti dei servizi di sicurezza, il quotidiano ha precisato che gli scontri nel campo profughi di Ain al-Hilweh, alla periferia del centro portuale di Sidone (45 km. a sud di Beirut), hanno contrapposto ieri miliziani di Al-Fatah e del Fronte popolare per la liberazione della Palestina (Fplp). Dopo un'iniziale sparatoria, un miliziano dell'Fplp ha lanciato una bomba a mano contro l'abitazione di un responsabile militare di Al-Fatah ad Ain al-Hilweh (che con i suoi 70.000 rifugiati e' il piu' grande dei 12 campi profughi palestinesi sparsi in Libano). L'esplosione della bomba a mano ha provocato il ferimento di un miliziano di Al-Fatah e questo ha innescato un piu' ampio scontro a fuoco tra i due gruppi rivali, che si e' protratto per oltre due ore e si e' concluso con il ferimento di un secondo palestinese. La mediazione del Comitato delle forze nazionali e islamiche palestinesi, che ha deciso di aprire un'inchiesta sugli scontri, ha poi portato a un ''incontro di riconciliazione'' tra i miliziani di Al-Fatah e dell'Fplp nel campo di Ain al- Hilweh, in passato gia' teatro di violenti combattimenti anche con gruppi di integralisti palestinesi.

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BEIRUT, 19 LUG - www.tio.ch - Il nuovo primo ministro libanese, Fuad Siniora, che ha formato oggi il primo governo in Libano dal ritiro delle truppe siriane dal suo paese, ha annunciato di aver chiesto l'aiuto del segretario generale della Lega Araba, Amr Mussa, per superare le difficoltà con la Siria, che comportano in questo periodo un quasi totale blocco dei traffici di merci tra i due paesi. "Ho preso contatto con Mussa a questo riguardo - ha detto Siniora ai giornalisti - non è forse dovere della Lega Araba aiutare i paesi arabi?". "Comunque sia, lo ripeto - ha incalzato - dopo che il governo avrà ottenuto il voto di fiducia dal parlamento, andrò in Siria per appianare tutte le divergenze con i siriani". Le autorità siriane hanno intensificato da tre settimane i controlli alle frontiere con il Libano, in base a questioni di sicurezza e dopo una riorganizzazione delle dogane. Tutto ciò ha comportato una quasi paralisi del traffico mercantile.

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JEMP

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lunedì, 25 luglio 2005


Pistoia: istituito il registro delle unioni civili
Il Vescovo Scatizzi si indigna

A Pistoia un voto del Consiglio Comunale ha istituito il registro delle unioni civili. A seguire riportiamo la lettera del vescovo Simone Scatizzi al Consiglio Comunale, come pubblicata su vari siti internet.


Il Vescovo di Pistoia

18 luglio 2005

Spettabile consiglio comunale di Pistoia

Ho letto sulla cronaca di Pistoia che il consiglio comunale, senza giungere all’approvazione delle nozze gay ha però dato vita al Registro delle Unioni civili, facendo un primo scalino verso forme negate dall’etica generale. Prima di ogni altra considerazione mi piacerebbe molto che si evitassero certi eufemismi, sia scrivendo che parlando, perché sembrano nascondere la realtà quasi per un certo pudore, ma nella vita sociale sanno di stratagemma per far passare un’idea dinnanzi all’opinione pubblica, quindi hanno il sapore di una ipocrisia.
Le unioni civili esistono già, costituite tra un uomo e una donna che riconoscono solo il legame consapevolmente e reciprocamente assunto dinnanzi allo Stato.
So che la maggioranza dei consiglieri è data da uomini: non se certi consiglieri si sono resi conto di dare un ulteriore colpo alla virilità maschile. E’ risaputo, da diverso tempo, che è sempre più in calo non solo la fecondità maschile ma anche la stessa virilità. Si scrive e si vocifera in tutti gli spazi della comunicazione – quotidiani, settimanali e specialistiche, saggi, discussioni radio televisive…. – che la perdita della virilità maschile dà indici sempre più alti.
E proprio partendo anche dai dati emersi in occasione del referendum sulla legge 40/2004, che indicano come nei prossimi anni si arriverà ad una percentuale davvero impressionante circa l’infertilità maschile, che ogni forma che incoraggia lo svilimento della mascolinità della confusione di genere è incomprensibile.
Al Congresso di Copenaghen sulla riproduzione umana e sull’embrionologia, il 20 giugno ultimo scorso, Bill Ledger, docente dell’Università di Shéffield ha ipotizzato, che entro un decennio l’infertilità colpirà non più una coppia su sette, come oggi avviene, ma una su tre. Questa perdita della identità maschile, con tutte le sue conseguenze, è causata dalla mancanza di modelli autorevoli e credibili; da una educazione in gran parte nelle mani femminili, da contesti di assenza o di insignificanza psico-pedagogica della figura paterna.
Non si può ignorare che l’uso di droghe e d’alcolici sta aumentando fra gli adolescenti proprio a causa di una fragilità dell’identità e della inquietudine psico affettiva con le conseguenze facilmente prevedibili.
La cultura attuale, dunque, sta mettendo in crisi la virilità propria del maschio! Il grido di allarme partito dagli Stati Uniti, sta riecheggiando in tutta Europa e per ciò anche in Italia. Non sono certo le leggi spagnole di Zapatero che potranno migliorare la situazione.
Se è vero, come è vero, che le persone omosessuali per motivi del DNA sono piccolissima minoranza, se si deve arrivare ad ammettere, implicitamente o esplicitamente, che la grande maggioranza di essi sono il prodotto di un contesto socio-culturale: femminilizzazione della società – gli uomini, secondo quanto riferisce la stampa, spendono più delle donne per cosmetici, depilazione, parrucchieri, trucchi di vario genere, chirurgia estetica….ecc. ecc. – bisessualità conclamata; esperienze negative dell’infanzia, mancanza di formazione all’amore e alla sessualità; orgoglio gay…. e via dicendo.
Se così stanno le cose – e chi è informato dimostri il contrario – non solo le nozze gay sono un ulteriore elemento negativo, ma anche lo stesso Registro delle unioni omosessuali.
Avrei davvero piacere se i consiglieri comunali, che hanno votato la delibera del caso, hanno considerato certi aspetti del problema, e mi sarebbe gradita una risposta seria, del Consiglio, o almeno da qualcuno di essi. Domando:
1 – Hanno fatto questa scelta sull’onda di una cultura di tipo radicale che conduce ad una deriva moral nichilista, oppure pressati dalla realtà, perché nel Comune di Pistoia il fenomeno è vistoso?
2 – Il Registro delle unioni omosessuali è stato considerato un aiuto alla coppia sessualmente omologa senza considerarne le influenze sulle nuove generazioni, o si è inteso omologare il tutto?
3 – Da che mondo è mondo il matrimonio è sempre stato il fenomeno base della formazione della società, anche se in forme diverse: perché andare incontro ad una esclusione dell’impegno sociale della coppia non riconoscendo essa la funzione dello Stato, per chiedere poi allo Stato sostegno ed aiuto? Non parlo del matrimonio religioso ma di quello civile.
4 - I Consiglieri hanno preso coscienza e consapevolezza di quanto ho denunciato sopra, cioè della crisi della mascolinità anche in Italia oltre che nel mondo è reale?
5 – Hanno avuto consapevolezza che i sessuologi e gli andrologi hanno sempre più richieste di intervento proprio per una svirilizzazione del maschio?
6 - Credono davvero che queste soluzioni – norma o legge che sia – non incidano sul comportamento comune? Chi conosce la mentalità popolare – e i consiglieri dovrebbero conoscerla – sa che la gente comune ragiona in termini semplici: "Se la legge lo permette, significa che non è male"! Bene! Hanno preso coscienza che questa deriva culturale porterà sofferenza psicologica a persone che si troveranno defraudate di tanti contenuti importanti di vita? Hanno parlato mai con serietà, con persone omosessuali per coglierne l’angoscia e la disperazione che spesso le intridono?
7 – La richiesta di "una possibile adozione" non dice proprio nulla circa la sofferenza che producono certe incompiutezze di genere? Credono davvero che tutto si risolva nella persona con una legge, o una forma pseudo giuridica, che sembra non solo accettare, ma convalidare certi comportamenti?
8 – Spetta proprio ai Consigli comunali, che hanno carattere amministrativo, deliberare o darne l’impressione su questi punti nodali dell’etica di una società?
9 – Si sono resi conto i Consiglieri che i pre adolescenti e gli adolescenti così poco seguiti nella educazione etica della vita e nella formazione alla sessualità, hanno un periodo di assestamento e di ricerca della propria identità e, di conseguenza, queste indicazioni che provengono dalla società civile possono non aiutarli ad uscire da quella ambiguità che l’amicizia stessa con il suo carico di affettività può ingenerare errore inconscio?
10 – Si sono resi conto che porteranno nella vita la responsabilità di avere incentivato la confusione di genere in momenti significativi della maturazione della personalità ed avranno il risentimento, se non l’odio, di tanti sofferenti ed angosciati della loro incompiutezza?
11 – I Consiglieri comunali si sono resi conto che la differenza di genere – maschile e femminile- è una ricchezza della vita psichica della coppia, e nello stesso tempo del singolo partner, per gli aspetti originali e acquisiti che il maschile porta al femminile e il femminile al maschile, mentre ciò non avviene nella coppia omosessuale?
12 – Mi si dica: incentivare la soppressione tra maschile e femminile è una conquista civile o non piuttosto un inquinamento della realtà naturale e, quindi, una forma da evitare assolutamente?
13 – La ricchezza della vita di coppia non sta solo nel legame ma anche nel completamento delle diversità con una maturazione permanente, anche se faticosa: si ritiene la maturazione di genere e quindi personale, un valore, oppure si ritiene un bene la fissazione della personalità ai primi stadi dello sviluppo? I Consiglieri si sono impegnati, prima, in una conoscenza della psicologia dinamica?
14 – Che cosa hanno proposto, nel caso abbiano voluto andare incontro a "molte" situazioni irregolari per aiutare pre adolescenti, adolescenti e giovani a non cadere nel tranello di "prove" o di cedimenti, in un momento in cui emergono le pulsioni sessuali, disorientando così la psicologia giovanile?
15 – Se il criterio dei Consiglieri è stato quello di regolarsi sulla domanda di una minoranza a quando il consenso civile per la pedofilia, le organizzazioni mafiose, il terrorismo come rivendicazione, la stessa aggressività e la violenza fisica del farsi valere, la guerra preventiva, ecc. ecc.? Mi vogliono spiegare perché alcune minoranze devono essere ascoltate ed altre no? E perché non debbano essere ascoltate maggioranze che propugnano comportamenti che né i Consiglieri né il sottoscritto condividono, a cui ho accennato sopra? Oppure si considerano i comportamenti sessuali anche i più anormali, come fattori che non hanno sulla società nessuna incidenza?
16- Posta la laicità dello Stato, esiste una etica naturale a cui fare riferimento, oppure no? E una cultura che ha difeso e difende la persona come valore su cui misurarsi, è un portato di arretratezza o di civiltà? Mi possono dire con chiarezza in quale civiltà si sono formati e, se non sono troppo indiscreto a quale civiltà appartengono?
17 – Se una comunità non condivide certe derive radicali e nichiliste, ha il diritto o no di difendersi con la stessa logica della ragione e non solo con la logica della fede? Avrà diritto una comunità anche nel momento politico ad opporsi a queste soluzioni che negano una storia una civiltà acquisita ad ogni etica naturale?
18 – E’ vero o no che i partiti che fanno certe scelte - vedi nazismo, comunismo, fascismo, liberalismo selvaggio… - finiscono col promuovere soluzioni opposte, anche se non condivisibili? Basta osservare quello che sta succedendo nella Russia!! Si è detto talvolta che per votare occorreva tapparsi il naso: la storia ci ha indicato come finiscono certe situazioni! Credono i Consiglieri che si possa continuare una politica a colpi di testa senza una linea precisa, dovendosi continuamente tappare il naso?
Attendo umilmente delle risposte e non mi si dica che questa è una invasione di campo. Sono un cittadino come tutti, ho votato sempre alle elezioni politiche ed amministrative, pago le tasse, ho quindi diritto di sapere come gli amministratori la pensano e come intendono muoversi. Ho diritto di saperlo anche perché sono responsabile di una comunità ed ho il dovere di informarla e di illuminarla.
Non voglio e non posso credere che la democrazia consista nel seguire ciecamente quello che un gruppetto di persone che è al potere - politico o amministrativo – intende fare senza osservazioni, senza confronti.
Mi sembra che certe forme che si chiamavano "dittature" anche se con la specificazione "del proletariato" organizzate in nome del popolo, siano ormai desuete.
Mi si dirà: ma alle persone che convivono non ci dobbiamo pensare, soprattutto se si ritrovano in difficoltà di salute ed economiche? Rispondo: chi si assume l’onere di una persona - nel caso delle unioni civili è atto reciproco – ha il dovere di provvederle il necessario. La condivisione di vita deve portare ad una reciproca responsabilità.
Nelle difficoltà deve, certo, essere aiutata la persona, sempre, ma senza confondere i termini e creare situazioni sociali dalle conseguenze imprevedibili.
Rimango in attesa di una risposta, non generica, ad ogni domanda posta, sia che si voglia rispondere pubblicamente o privatamente.
Mi preme capire il parere del Consiglio comunale e dei partiti che lo compongono.

Con i più cordiali saluti.

+ Simone Scatizzi vescovo


(ANSA) - LES COMBES (AOSTA), 24 LUG - Nelle sue "vacanze di lavoro" in Valle d'Aosta, il Papa sta completando un libro "che aveva cominciato tre anni fa". Lo ha detto ai giornalisti il portavoce vaticano Joaquin Navarro Valls confermando che l'argomento del libro non sarà la spiritualità di San Benedetto. Durante questi giorni Benedetto XVI sta lavorando anche alla prima Enciclica del pontificato e a prepare i discorsi e gli incontri che avrà a Colonia per la Giornata mondiale della gioventù.


Città del Vaticano, 24 lug. (Adnkronos) - Benedetto XVI dopo la preghiera dell'Angelus di questa mattina in Valle d'Aosta, è tornato sugli attentati dei giorni scorsi invocando Dio affinchè fermi la mano degli assassini e converta i loro cuori. Già ieri il pontefice aveva espresso il proprio cordoglio per le vittime dell'attentato di Sharm el-Sheik.
''Anche questi giorni di serenità e riposo - ha detto Benedetto XVI - sono stati turbati dalle tragiche notizie di esecrandi attentati terroristici che hanno causato morte, distruzione e sofferenza in vari Paesi quali l'Egitto, la Turchia, l'Iraq, la Gran Bretagna''.
''Mentre affidiamo alla divina bontà i defunti, i feriti e i loro cari, vittime di tali gesti che offendono Dio e l'uomo - ha proseguito il Papa - invochiamo l'Onnipotente affinchè fermi la mano assassina di coloro che, mossi da fanatismo e odio, li hanno commessi e ne converta i cuori a pensieri di riconciliazione e di pace''.


Gerusalemme, 25 lug. (Adnkronos/Ign) - Israele critica Benedetto XVI per non aver condannato l'attentato suicida del 12 luglio in cui furono uccise cinque persone a Netanya e convoca l'inviato vaticano al ministero degli Esteri. ''Il Papa ha deliberatamente mancato di condannare il terribile attentato terroristico che è avvenuto in Israele la settimana scorsa'', afferma un comunicato del dicastero, citato sul sito di Ha'aretz. A provocare la reazione d'Israele è stata l'esortazione del Papa, che ieri si è rivolto a Dio perché fermi ''la mano assassina'' dei terroristi e ha menzionato gli attentati in Egitto, Gran Bretagna, Turchia e Iraq, senza parlare di quello in Israele. ''Ci aspettavamo che il nuovo Papa, che nell'assumere l'incarico aveva sottolineato l'importanza che pone nei rapporti fra la Chiesa e il popolo ebraico, si sarebbe comportato differentemente'', afferma il comunicato. Il documento esorta poi il pontefice a condannare gli attacchi ''contro gli ebrei nello stesso modo in cui condanna gli attacchi terroristici contro gli altri''.


(AGI) - Introd, 25 lug. - 'Le parole di Benedetto XVI si riferivano espressamente agli attentati di questi giorni'. E' stata questa la spiegazione del Nunzio Pietro Sambi alle reazioni, definite 'pretestuose', del Governo israeliano al fatto che il Papa nel suo Angelus di domenica 24 luglio non ha, accanto ad altri Paesi, menzionato anche Israele. 'Sorprende - ha dichiarato in Valle d'Aosta il portavoce vaticano Joaquin Navarro Valls - che si sia voluto distorcere così pretestuosamente l'intenzione del Santo Padre, essendo ben noti i numerosissimi interventi della Chiesa, del Magistero dei Sommi Pontefici e da ultimo del Papa Benedetto XVI a condanna di ogni forma di terrorismo, da qualsiasi parte essa venga e contro chiunque sia rivolta'. 'Ovviamente - ha concluso Navarro - anche il grave attentato di Netanya dell'altra settimana, a cui si riferiscono i rilievi da parte israeliana, rientra nella generale condanna senza riserve del terrorismo'. (AGI) -



Grazie Monsignor Scatizzi, non lo sapevo proprio che tutti i guai del mondo di oggi derivassero dalla crisi della virilità...
"Dio fermi la mano degli assassini". No, dovremo fermarla noi, con l'aiuto di Dio...
Non credevo che anche Papa Ratzinger avesse la memoria corta...
Tanti sinceri auguri per il Tuo prossimo libro.




Panther

postato da: panther1978 alle ore 23:12 | Permalink | commenti
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giovedì, 21 luglio 2005
 

Ieri il governo della Cambogia ha consegnato un centinaio di montagnard al regime di Hanoi. La richiesta di asilo politico dei vietnamiti – appartenenti alla minoranza di fede cattolica che abita gli altipiani centrali del paese – per scampare alle brutali persecuzioni dell’autorità centrale, è stata rigettata dall’agenzia locale dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati. Nel campo profughi allestito vicino alla capitale Phnom Penh, intenzionalmente posto lontano dalle regioni di confine per renderne difficoltoso il raggiungimento, la polizia ha caricato i profughi sugli autobus sopraffacendo i tentativi di resistenza passiva con manganelli elettrici. Gli agenti, con un blocco stradale, hanno preventivamente impedito l’accesso ai giornalisti e agli osservatori dei movimenti per i diritti umani. Tra i cristiani deportati con la forza c’erano anche due montagnard che già godevano dello status di rifugiato politico. Costoro sono riusciti a ottenere il rilascio immediato e hanno quindi potuto raccontare i dettagli dell’evacuazione violenta del campo profughi. 

 

 

 

L’ufficio dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite in Cambogia, pesantemente condizionato dal governo locale, non ha concesso lo status di rifugiati ai cento montagnard a dispetto delle repressioni ben documentate a opera del governo vietnamita. La loro appartenenza a una popolazione che viene da zone rurali, in maggioranza analfabeta e ignara delle procedure per ottenere asilo, ha pesato nel fallimento. I funzionari cambogiani hanno avuto buon gioco a negare loro le informazioni necessarie. 

 

 

 

I rappresentanti sul posto e quelli della Montagnard Foundation, che ha sede negli Stati Uniti, hanno lanciato un appello a tutti i paesi democratici, in particolare all’Amministrazione americana e ai governi europei, perché intervengano con urgenza per interrompere il rimpatrio forzato. Secondo gli autori dell’appello, non soltanto sarebbe stata violata la Convenzione per i rifugiati dell’Onu, ma sarebbe stata messa a repentaglio la vita dei profughi: “Nessun rimpatrio dovrebbe essere permesso, fino a che non sia stato messo in piedi un sistema affidabile di controllo a protezione dei rifugiati dall’Alto commissariato delle Nazioni Unite e dalle altre agenzie Onu presenti sugli altopiani centrali”. Nel 2001, tuttavia, Cambogia e Vietnam hanno firmato un anomalo protocollo d’intesa grazie al quale non sono più vincolati al rispetto della regola della convenzione dell’Onu che obbliga gli Stati a controllare la sorte e l’incolumità dei rimpatriati. Il governo del Vietnam, che sta procedendo con intimidazioni all’esproprio delle terre dei Montagnard, inoltre consente solo sporadicamente alle organizzazioni internazionali di controllare la situazione sul posto. 

 

 

 

La Cambogia e il Vietnam, notano i firmatari dell’appello, sono paesi destinatari di grandi aiuti economici per lo sviluppo da parte del governo americano e della Commissione europea. Il rimpatrio a forza, senza nessuna garanzia, in un paese come il Vietnam è contrario alle leggi internazionali e a un elementare principio di umanità. All’appello internazionale ha fatto eco in Italia quello del Partito radicale, che da sempre si batte per la difesa dei diritti dei montagnard. Marco Pannella, parlando con il Foglio, ha puntato il dito sul ruolo passivo e connivente dell’Onu, ormai oltre ogni sopportazione. “Capisco che l’attenzione del mondo sia diretta altrove, ma nel silenzio generale è in corso un genocidio, dato che negli anni 70 la popolazione montagnard era di 3 milioni di persone e oggi quelle censite sono 600.000”.

www.ilfoglio.it

 

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giovedì, 14 luglio 2005

BEIRUT 13/07/ 05 - http://www.tio.ch- Dopo due settimane di trattative, la formazione del nuovo governo è ancora in alto mare in Libano, dove i movimenti sciiti Hezbollah e Amal e il leader cristiano Michel Aoun hanno avanzato oggi richieste addizionali, ostacolando la nascita del gabinetto di 30 ministri la cui lista è stata presentata ieri sera dal premier incaricato Fuad Siniora al presidente Emile Lahoud.

Nominato il 30 giugno, Siniora aveva dichiarato sempre ieri sera che Lahoud gli avrebbe fornito stamani la sua risposta definitiva sulla lista proposta, ma le nuove difficoltà sono immediatamente emerse non appena il premier incaricato ha rivelato che il governo sarebbe stato composto da 30 ministri, invece dei 24 che erano stati praticamente concordati dai diversi gruppi politici.

Con un governo allargato a 30 ministri, Aoun richiede che il suo gruppo parlamentare di 21 membri (su 128) ottenga cinque dicasteri invece dei quattro inizialmente previsti. E Hezbollah e Amal, presenti con 35 deputati in Parlamento, hanno a loro volta richiesto di avere sette ministri invece dei cinque che erano stati concordati.

I due movimenti sciiti, che hanno insistito per scegliere un candidato di loro gradimento per il ministero degli esteri, hanno inoltre respinto la proposta di Siniora per designare al delicato incarico una personalità sciita indipendente, l'ex ambasciatore Fawzi Salloukh, e la nomina di un quinto ministro sciita, Ghazi al-Yussef, che è membro del gruppo parlamentare guidato dal leader sunnita Saad Hariri.

All'indomani del fallito attentato contro il ministro della difesa uscente Elias Murr, l'ultimo di una serie di crimini politici che minacciano di destabilizzare il Libano, Siniora ha comunque dichiarato che un nuovo governo che includa tutte le forze politiche è diventato una necessità.

 

13 luglio 2005 – RV - Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu ha condannato con forza l'attentato di Beirut in cui ieri è rimasto ferito il ministro della difesa libanese uscente, Elias Murr, e nel quale sono morte due persone altre 9 sono rimaste ferite. Dal suo letto d’ospedale, Murr ha invitato i libanesi a superare il periodo difficile che il Paese sta attraversando dopo la fine dell’ultraventennale presenza siriana. Ma l’attentato di oggi può essere considerato un tentativo di destabilizzare l’attività del nuovo governo nato dopo la fine della presenza siriana in Libano? Giancarlo La Vella lo ha chiesto ad Antonio Ferrari, inviato speciale del Corriere della Sera, esperto di questioni libanesi:

 

Beirut, 12 luglio ARABMONITOR - L'ex ministro della Difesa libanese Abdel Rahim Murad, citato da al Jazeera, si è chiesto alla luce dell'attentato che ha colpito Elias Murr, forte sostenitore della cooperazione tra Siria e Libano, dove fossero i servizi di sicurezza libanesi attuali (quelli controllati dal trio Hariri, Joumblatt, Qornet Shehuan), visto che quelli precedenti, in occasione di episodi simili, erano stati accusati di essere incapaci di garantire la sicurezza. Abdel Rahim Murad ha puntato il dito contro "parti straniere occidentali" che cercano di seminare il caos nel Paese. Saad Hariri come il ministro degli Interni Hassan Sabeh hanno denunciato uno sforzo che intende "destabilizzare il Libano". 

 

BEIRUT 12 LUGLIO - http://www.rainews24.it/ - E' di almeno due uccisi il bilancio aggiornato delle vittime provocate dall'attentato di questa mattina contro il convoglio del ministro della difesa uscente Elias Murr a nord di Beirut. Lo ha riferito la Tv libanese Future. L'emittente ha aggiunto che tra i feriti, oltre allo stesso Murr, figura anche l'ambasciatrice del Messico, la cui rappresentanza diplomatica è vicino al luogo dell'esplosione, avvenuto intorno alle 10:30 locali a Nakkash, sulle colline a nord di Beirut.

Fra i feriti, che secondo un ultimo bilancio sarebbero almeno cinque, figura anche il capo delle guardie del corpo di Murr, colonnello Elias al-Baysari, ricoverato in gravissime condizioni in ospedale. Murr sarebbe rimasto dal canto suo leggermente ferito alle mani e al volto.

Secondo i testimoni, l'autobomba sarebbe esplosa pochi secondi dopo il passaggio con a bordo Murr a Naccash, sulle colline a nord di Beirut, investendo in pieno l'auto di scorta che la seguiva. L'esplosione ha provocato un cratere di almeno due metri di larghezza e un metro di profondità

 

New York, 12 lug. (Adnkronos/Dpa) - Il segretario generale dell'Onu Kofi Annan ha duramente condannato l'attentato compiuto questa mattina a Beirut, sottolineando come ''questo atto terroristico intende mettere a repentaglio il processo di costruzione di un Libano pacifico, indipendente e sovrano''. Annan ha quindi rinnovato il suo sostegno al popolo libanese perche' possa vivere libero da paure e intimidazioni.

 

Milano, 11 luglio ARABMONITOR - Come riferito dall'Ansa, il ministro siriano per l'Economia Amer Lutfi, a margine del Laboratorio Euro-Mediterraneo, ha detto che i problemi emersi negli ultimi giorni sul confine tra il Libano e la Siria, che hanno creato disagi ai camion in transito in direzione della Siria, sono legati alla ricostruzione dell'Iraq e al flusso sostenuto di mezzi dal Libano verso l'Iraq: "E' una frontiera molto stretta, le infrastrutture sono inadeguate e questo aumento dei transiti ha creato una situazione non gestibile".

 

Beirut, 9 luglio ARABMONITOR - Il presidente dell'Anp Abu Mazen, che oggi ha concluso la sua visita in Libano, ha affermato che i profughi palestinesi presenti nel Paese "sono ospiti temporanei e le leggi libanesi si applicano anche a loro". Abu Mazen si riferiva all'ipotesi che, in base alla risoluzione Onu 1559, le autorità di Beirut decidano di disarmare i campi profughi palestinesi. In merito all'apertura di un'ambasciata palestinese a Beirut, il presidente dell'Anp ha detto che l'approvazione deve arrivare dalle autorità libanesi.

 

ALTRI LINKS

Il significato del ritiro dal Libano

 

JEMP

 

 

 

 

 

 

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