BEIRUT 13/07/ 05 - http://www.tio.ch- Dopo due settimane di trattative, la formazione del nuovo governo è ancora in alto mare in Libano, dove i movimenti sciiti Hezbollah e Amal e il leader cristiano Michel Aoun hanno avanzato oggi richieste addizionali, ostacolando la nascita del gabinetto di 30 ministri la cui lista è stata presentata ieri sera dal premier incaricato Fuad Siniora al presidente Emile Lahoud.
Nominato il 30 giugno, Siniora aveva dichiarato sempre ieri sera che Lahoud gli avrebbe fornito stamani la sua risposta definitiva sulla lista proposta, ma le nuove difficoltà sono immediatamente emerse non appena il premier incaricato ha rivelato che il governo sarebbe stato composto da 30 ministri, invece dei 24 che erano stati praticamente concordati dai diversi gruppi politici.
Con un governo allargato a 30 ministri, Aoun richiede che il suo gruppo parlamentare di 21 membri (su 128) ottenga cinque dicasteri invece dei quattro inizialmente previsti. E Hezbollah e Amal, presenti con 35 deputati in Parlamento, hanno a loro volta richiesto di avere sette ministri invece dei cinque che erano stati concordati.
I due movimenti sciiti, che hanno insistito per scegliere un candidato di loro gradimento per il ministero degli esteri, hanno inoltre respinto la proposta di Siniora per designare al delicato incarico una personalità sciita indipendente, l'ex ambasciatore Fawzi Salloukh, e la nomina di un quinto ministro sciita, Ghazi al-Yussef, che è membro del gruppo parlamentare guidato dal leader sunnita Saad Hariri.
All'indomani del fallito attentato contro il ministro della difesa uscente Elias Murr, l'ultimo di una serie di crimini politici che minacciano di destabilizzare il Libano, Siniora ha comunque dichiarato che un nuovo governo che includa tutte le forze politiche è diventato una necessità.
13 luglio 2005 – RV - Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu ha condannato con forza l'attentato di Beirut in cui ieri è rimasto ferito il ministro della difesa libanese uscente, Elias Murr, e nel quale sono morte due persone altre 9 sono rimaste ferite. Dal suo letto d’ospedale, Murr ha invitato i libanesi a superare il periodo difficile che il Paese sta attraversando dopo la fine dell’ultraventennale presenza siriana. Ma l’attentato di oggi può essere considerato un tentativo di destabilizzare l’attività del nuovo governo nato dopo la fine della presenza siriana in Libano? Giancarlo La Vella lo ha chiesto ad Antonio Ferrari, inviato speciale del Corriere della Sera, esperto di questioni libanesi:
Beirut, 12 luglio ARABMONITOR - L'ex ministro della Difesa libanese Abdel Rahim Murad, citato da al Jazeera, si è chiesto alla luce dell'attentato che ha colpito Elias Murr, forte sostenitore della cooperazione tra Siria e Libano, dove fossero i servizi di sicurezza libanesi attuali (quelli controllati dal trio Hariri, Joumblatt, Qornet Shehuan), visto che quelli precedenti, in occasione di episodi simili, erano stati accusati di essere incapaci di garantire
la sicurezza. Abdel Rahim Murad ha puntato il dito contro "parti straniere occidentali" che cercano di seminare il caos nel Paese. Saad Hariri come il ministro degli Interni Hassan Sabeh hanno denunciato uno sforzo che intende "destabilizzare il Libano".
BEIRUT 12 LUGLIO - http://www.rainews24.it/ - E' di almeno due uccisi il bilancio aggiornato delle vittime provocate dall'attentato di questa mattina contro il convoglio del ministro della difesa uscente Elias Murr a nord di Beirut. Lo ha riferito la Tv libanese Future. L'emittente ha aggiunto che tra i feriti, oltre allo stesso Murr, figura anche l'ambasciatrice del Messico, la cui rappresentanza diplomatica è vicino al luogo dell'esplosione, avvenuto intorno alle 10:30 locali a Nakkash, sulle colline a nord di Beirut.
Fra i feriti, che secondo un ultimo bilancio sarebbero almeno cinque, figura anche il capo delle guardie del corpo di Murr, colonnello Elias al-Baysari, ricoverato in gravissime condizioni in ospedale. Murr sarebbe rimasto dal canto suo leggermente ferito alle mani e al volto.
Secondo i testimoni, l'autobomba sarebbe esplosa pochi secondi dopo il passaggio con a bordo Murr a Naccash, sulle colline a nord di Beirut, investendo in pieno l'auto di scorta che
la seguiva. L'esplosione ha provocato un cratere di almeno due metri di larghezza e un metro di profondità
New York, 12 lug. (Adnkronos/Dpa) - Il segretario generale dell'Onu Kofi Annan ha duramente condannato l'attentato compiuto questa mattina a Beirut, sottolineando come ''questo atto terroristico intende mettere a repentaglio il processo di costruzione di un Libano pacifico, indipendente e sovrano''. Annan ha quindi rinnovato il suo sostegno al popolo libanese perche' possa vivere libero da paure e intimidazioni.
Milano, 11 luglio ARABMONITOR - Come riferito dall'Ansa, il ministro siriano per l'Economia Amer Lutfi, a margine del Laboratorio Euro-Mediterraneo, ha detto che i problemi emersi negli ultimi giorni sul confine tra il Libano e la Siria, che hanno creato disagi ai camion in transito in direzione della Siria, sono legati alla ricostruzione dell'Iraq e al flusso sostenuto di mezzi dal Libano verso l'Iraq: "E' una frontiera molto stretta, le infrastrutture sono inadeguate e questo aumento dei transiti ha creato una situazione non gestibile".
Beirut, 9 luglio ARABMONITOR - Il presidente dell'Anp Abu Mazen, che oggi ha concluso la sua visita in Libano, ha affermato che i profughi palestinesi presenti nel Paese "sono ospiti temporanei e le leggi libanesi si applicano anche a loro". Abu Mazen si riferiva all'ipotesi che, in base alla risoluzione Onu 1559, le autorità di Beirut decidano di disarmare i campi profughi palestinesi. In merito all'apertura di un'ambasciata palestinese a Beirut, il presidente dell'Anp ha detto che l'approvazione deve arrivare dalle autorità libanesi.
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