lunedì, 29 agosto 2005

Vietnam libera 10.000 prigionieri fra cui Montagnard perseguitati
da www.osservatoriosullalegalita.org

Il Vietnam ha liberato piu' di 10.400 prigionieri grazie ad una amnistia varata per l'occasione della festa nazionale del 2 settembre. Fra questi vi sono 21 stranieri - fra cui cinque Cambogiani, quattro Americani e due Cinesi - e 28 Montagnard - i Cristiani perseguitati che vivono negli altopiani centrali - condannati per la loro fuga in Cambogia.

Lo ha comunicato il viceministro della polizia, generale Le The Tiem, nel corso di una conferenza stampa ad Hanoi. Secondo il ministro, i Monagnard erano stati imprigionati per la loro "fuga llegale all'estero e la loro opposizione a funzionari pubblici".

Piu' di 1.000 Montagnard erano scappati in Cambogia dopo le persecuzioni del febbraio 2001, nel corso delle quali essi avevano reclamato il rispetto dei loro diritti, come la liberta' religiosa e la restituzione delle loro terre natali. Ma i perseguitati religiosi sono - per il governo vietnamita - semplicemente criminali.

Pochi mesi fa si era avuto un nuovo esodo di alcune centinaia di perseguitati, in parte poi rientrati. In quella occasione Vu Anh Son, il rappresentante dell'alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati, si incontro' con 18 famiglie di rimpatriati verificando che apparentemente essi erano ben trattati, grazie ad uno specifico accordo di rientro trattato dall'agenzia ONU.

Dal 2004 sono state liberate in Vietnam piu' di 35.000 persone con amnestie varie, ma il Paese resta fra i violatori dei diritti dell'uomo denunciati sistematicamente dalle organizzazioni per i diritti umani.

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domenica, 28 agosto 2005
Roma, 16 agosto 2005 

Nel giorno dell'apertura della giornata mondiale della gioventù, che si terrà il prossimo 16 agosto a Colonia, l'associazione radicale Anticlericale.net, da anni impegnata sul fronte della lotta a favore della laicità dello Stato e delle istituzioni e per la libertà religiosa innanzitutto dei cattolici, organizza, alle ore 20.00 davanti a piazza S. Pietro, una manifestazione a favore della libertà sessuale e di coscienza, contro le cause delle deviazioni e sofferenze, a cominciare da quelle dei preti pedofili e delle organizzazioni pedofobe.
Sin dal 1962 le più alte gerarchie vaticane, approfittando dello status di entità sovrana di cui gode la Santa sede, hanno organizzato e realizzato quella che oggi appare in tutta la sua gravità: una rete di protezione dei preti pedofili, tale da consentire la diffusione e, per molti di loro, la reiterazione delle violenze perpetrate per anni nella più assoluta impunità. Il Vaticano, che era a conoscenza del compiersi di tali reati e della loro diffusione, al fine di "governare" lo scandalo diede disposizioni tassative - attraverso un'Istruzione diffusa dalla Suprema Sacra Congregazione del Santo Uffizio -, pena la scomunica, con l'unico obiettivo di evitare la fuoriuscita di qualsiasi notizia in merito. Tali disposizioni, furono poi confermate nel 2001 dall'allora Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, Joseph Ratzinger, oggi Papa Benedetto XVI.
Lo scandalo dei preti pedofili non si limita al recente caso esploso negli Stati Uniti. Non è solo scandalo, ma reato, e non è circoscritto alla sola Chiesa americana. La giustizia ha iniziato il proprio corso, ma finora non è mai accaduto che la Santa sede abbia denunciato essa stessa alle autorità giudiziarie fatti di abusi sessuali - pur essendone a conoscenza - né abbia collaborato alle indagini.


Roma, 16 agosto 2005

L'associazione radicale Anticlericale.net, che stasera terrà una manifestazione davanti piazza S.Pietro alle ore 20.00 "per la libertà sessuale e di coscienza, contro le cause delle deviazioni e sofferenze, a cominciare da quelle dei preti pedofili e delle organizzazioni pedofobe”, organizza una conferenza stampa, domani alle ore 15.00 presso la sede del Partito Radicale, per fare il punto sullo stato del processo in corso negli Stati Uniti che vede coinvolto in prima persona Joseph Ratzinger, per fatti legati allo scandalo dei preti pedofili, che hanno avuto luogo quando ricopriva l'incarico di Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
In quanto "Capo di Stato in carica", l'attuale Papa Benedetto XVI, ha avanzato richiesta formale d'immunità al Presidente degli Stati Uniti, che non ha ancora reso nota la sua decisione in merito. L'avvocato Daniel Shea di Huston, che ha portato la questione davanti alla Corte e che sarà presente alla manifestazione di questa sera in qualità di osservatore, prenderà parte alla conferenza stampa di domani, illustrando tutti i risvolti della vicenda giudiziaria. Alla conferenza stampa parteciperanno inoltre Maurizio Turco, Segretario di Anticlericale.net, Daniele Capezzone, Segretario di Radicali Italiani, Marco Cappato, Segretario dell'Associazione Luca Coscioni e Rita Bernardini, Tesoriera di Radicali Italiani.

Tratto da Radicali.it


(ASCA-AFP) - Roma, 18 ago - ''Sono molto emozionato nel prendere parte a tale straordinario evento con giovani da tutti i paesi e culture che sono alla ricerca della verita'''. Cosi' il Papa Benedetto XVI ha dichiarato ai giornalisti che lo accompagneranno durante la 20esima Giornata mondiale della gioventu' di Colonia, mentre sta volando verso la citta' tedesca. E' il primo viaggio ufficiale di Papa Ratzinger dall'inizio del suo pontificato, proprio nella sua terra natale. ''Amicizia, gioia e pace saranno i tre elementi fondamentali di questo evento'', ha aggiunto. ''Stiamo prendendo parte a questo pellegrinaggio come i tre uomini saggi che erano alla ricerca del giusto scopo''. Piu' di 400mila giovani cattolici da circa 400 paesi sono pronti ad accogliere il Pontefice al suo arrivo a Colonia.


(ANSA) - COLONIA, 19 AGO - Benedetto XVI è arrivato alla sinagoga di Colonia incendiata nel 1938 durante la 'Notte dei cristalli'. Il Papa è stato accolto nella sinagoga dal canti di Shalom lechem (pace a voi) e dall'applauso dei presenti. Subito dopo è stato intonato un salmo della Genesi ed èstato suonato il corno, che nella tradizione, chiama all'adunanza.


(AGI) - Colonia, 19 ago. - Quattro ragazzi olandesi sono stati aggrediti e costretti alla fuga dai pellegrini infuriati, mentre distribuivano preservativi durante la Giornata Mondiale della Gioventù, che si sta svolgendo a Colonia. I giovani stavano lavorando per una società belga che li aveva pagati per promuovere i propri preservativi durante l'evento. Ma i quattro sono stati subito circondati da alcuni giovani pellegrini, che li hanno insultati e spintonati fino a spingerli alla fuga. I quattro giovani hanno poi raccontato ai giornalisti di essere stati picchiati sulle mani dai pellegrini, intenzionati a portare loro via la buste che hanno poi fatto pezzi. "Ci hanno detto che avrebbero preferito vedere dei bei bambini appena nati, invece che dei preservativi - ha riferito uno dei ragazzi coinvolti nella colluttazione - abbiamo dovuto scappare perché la situazione stava diventando pericolosa". Un portavoce della società organizzatrice dell'ardita trovata promozionale si è difeso sostenendo che l'iniziativa faceva parte di un dibattito sulla contraccezione.

Colonia, 21 ago. (Adnkronos) - Benedetto XVI è tornato questa mattina, nel corso dell'omelia della messa conclusiva della Giornata mondiale della Gioventù di Colonia, su uno dei temi che gli è più caro: quello della libertà. E ha spiegato, ancora una volta, che libertà non vuol dire esclusivamente godersi la vita.


21 agosto - Islam e cattolicesimo devono esser uniti contro il terrorismo e "frenare così l’onda di fanatismo crudele che mette a repentaglio la vita di tante persone, ostacolando il processo di pace nel mondo". Benedetto XVI ha rivolto un importante discorso alle comunità islamiche tedesche ricevute nella sede dell’arcivescovado a Colonia. Parole dure, tese a scongiurare uno scontro tra civiltà. I kamikaze islamici così come gli ideologi e i predicatori d’odio "mostrano di voler avvelenare i nostri rapporti", per impedire la pacifica convivenza, ha detto il pontefice.

Da Corriere.it


Buenos Aires, 21 ago. - (Adnkronos) - Terremoto nella Chiesa argentina. L'arcivescovo di Santiago del Estero, monsignor Juan Carlos Maccarone, ha consegnato le dimissioni al Vaticano dopo la divulgazione di un video che lo mostra in atteggiamenti intimi con un giovane di 23 anni. Secondo quanto scrive il quotidiano di Buenos Aires 'Il Clarin', la Santa Sede avrebbe già ricevuto una lettera con l'ammissione del fatto da parte di monsignor Maccarone e la sua intenzione di rinunciare. Sempre a quanto scrive 'Il Clarin', il Papa avrebbe già accolto le dimissioni di Maccarone.


Roma, 23 agosto 2005 - Dichiarazione di Maurizio Turco, già deputato europeo, segretario di anticlericale.net:

“In tutta la vicenda del Vescovo Maccarone, filmato mentre aveva un rapporto con un maggiorenne consenziente, l’informazione non si è concentrata sul “film” ma sulla regia (chi lo aveva realizzato, per conto di chi e perché). Il “film” parla di due persone consenzienti che hanno un rapporto sessuale, un “film” senza storia, non fosse che uno dei due è un Vescovo. E’ una rappresentazione del fatto che la sessuofobia può colpire chiunque, anche una persona come Mons. Maccarone, che quella politica predicava. Meglio non mettere in discussione la politica vaticana sul sesso, discutiamo della cinepresa.”


Città del Vaticano, 24 ago. - (Adnkronos) - La Fraternità di San Pio X, l'organizzazione fondata da Marcel Lefebvre, ha confermato con un comunicato ufficiale che lunedì 29 agosto il Superiore della Fraternità sarà ricevuto in udienza privata dal pontefice. ''Monsignor Bernard Fellah, Superiore della Fraternità sacerdotale San Pio X - recita il comunicato ufficiale - sarà ricevuto in udienza dal Papa Benedetto XVI, a Castelgandolfo, lunedì 29 agosto''.


CITTA’ DEL VATICANO - Korazym.org - 27 AGO - Dopo settimane di tensione, la crisi tra Israele e Santa Sede sembra essere definitivamente rientrata. Merito di un passo ufficiale del governo Sharon che ha scritto di persona una lettera al segretario di Stato, cardinale Angelo Sodano. A suggellare la pace, un incontro tra lo stesso cardinale e l’ambasciatore israeliano presso la Santa Sede Ben Hur. “Ci siamo incontrati a quattr’occhi - ha spiegato l'ambasciatore Hur - Sodano è stata una persona molto amichevole, e l'incontro molto positivo. Sodano ha cominciato subito dicendo che, forse, il Vaticano ha sbagliato nell'omissione dello Stato di Israele nelle parole del Papa dopo l'Angelus e, forse, ha sbagliato anche con le parole poco appropriate che sono state pronunciate in seguito dal portavoce della Santa Sede. Nello stesso tempo, Sodano ha detto che, forse, anche Israele ha sbagliato con la reazione che è stata resa pubblica attraverso la stampa invece di risolvere la questione con mezzi diplomatici”. Quindi, durante l'incontro in Vaticano, il cardinale Angelo Sodano ha letto il testo della lettera scritta dal primo ministro Sharon e il segretario di Stato della Santa Sede è rimasto “molto contento” per il contenuto. ''Sodano - ha raccontato sempre l'ambasciatore Oded Ben Hur - ha parlato bene del primo ministro Sharon, ha sottolineato il suo coraggio e ha fatto i complimenti al primo ministro israeliano''. Durante il colloquio si è parlato anche dei ''grandi sforzi e passi in avanti'' fatti nel processo negoziale per arrivare alla pace in Medio Oriente.
Si chiude così una fase difficile iniziata il 24 luglio, quando in occasione dell'Angelus domenicale papa Benedetto XVI non citò Israele tra i paesi vittime di attentati terroristici. Il governo israeliano protestò, esprimendo il suo "rammarico" per l'omissione e il direttore della sala stampa della Santa Sede, Joaquín Navarro-Valls, replicò dicendo che si era voluto "distorcere pretestuosamente l'intenzione del papa". Una settimana fa, la svolta con la lettera di Ariel Sharon in cui ammette “che la reazione del suo governo e della sua diplomazia è stata troppo aggressiva, troppo violenta e in ultima analisi controproducente”. Da parte sua, il governo si dice ben disposto a risolvere i contenziosi ancora pendenti sulla questione fiscale dei beni ecclesiastici nelle zone controllate da Israele". La polemica tra i due paesi, in effetti, ha frenato l'iter dell'Accordo bilaterale che avrebbe dovuto definire lo status giuridico ed economico della Chiesa in Israele. Le trattative in materia erano recentemente riprese dopo annosi travagli e stavano arrivando - nonostante alcune perplessità interne al governo israeliano - a definire un accordo in materia fiscale e patrimoniale. Ora la trattativa è riaperta e la commissione paritaria si sarebbe già riunita una volta in questi giorni, scrive il Corriere della Sera citando il nunzio vaticano accreditato in Israele, Pietro Sambi. Nelle prossime settimane è prevista inoltre la visita in Vaticano, da papa Benedetto XVI, dei due rabbini capi di Israele, quello sefardita Sholmo Amar e l'askenazita Yona Metzger: un gesto che scrive davvero la parola fine su polemiche e accuse reciproche.


(AGI) - Roma, 28 ago. - "Laddove Dio non occupa il primo posto, laddove non è riconosciuto e adorato come il Bene supremo, la dignità dell'uomo è messa a repentaglio". Così Benedetto XVI all'Angelus di oggi. "E' pertanto urgente - ha aggiunto il Santo Padre - portare l'uomo di oggi a 'scoprire' il volto autentico di Dio, che si è rivelato a noi in Gesù Cristo. Anche l'umanità del nostro tempo potrà così, come i Magi, prostrarsi dinanzi a lui e adorarlo". "Parlando con i Vescovi tedeschi - ha detto il Papa - ricordavo che l'adorazione non è 'un lusso, ma una priorità'. Cercare Cristo dev'essere l'incessante anelito dei credenti, dei giovani e degli adulti, dei fedeli e dei loro pastori. Va incoraggiata questa ricerca, va sostenuta e guidata. La fede non è semplicemente l'adesione ad un complesso in sè completo di dogmi, che spegnerebbe la sete di Dio presente nell'animo umano. Al contrario, essa proietta l'uomo, in cammino nel tempo, verso un Dio sempre nuovo nella sua infinitezza. Il cristiano è perciò contemporaneamente uno che cerca e uno che trova. E' proprio questo che rende la Chiesa giovane, aperta al futuro, ricca di speranza per l'intera umanità".


Papa Ratzinger, coerentemente, ci spiega il concetto clericale di Libertà: la Libertà nel Bene. Concetto profondamente illiberale e ipocrita. Illiberale perché pretende di spiegare a tutti quali comportamenti individuali (anche quelli che non ledono altri soggetti!) siano moralmente corretti e quali no. Ipocrita perché tutti sappiamo che gli impossibilia non sono rispettati nemmeno dal clero.
D'altra parte, bisogna riconoscere che il Papa si è prodigato in un immenso sforzo diplomatico per ricucire lo strappo con Israele e ha nettamente condannato la teoria e la pratica dello scontro di civiltà.
Ha anche ripreso a dialogare con i lefebvriani, storici nemici del Concilio Vaticano II, scomunicati nel 1988.
A proposito di anticonciliaristi... Purtroppo, fra i Papa boys, esistono anche pochi esagitati che decidono di passare alle vie di fatto: la notizia dell'aggressione a giovani che distribuivano preservativi durante la Giornata Mondiale della Gioventù e il relativo commento dell'AGI si commentano da soli...


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mercoledì, 24 agosto 2005

BANGKOK (Reuters) - Secondo una serie di indiscrezioni che circolano oggi sia in Myanmar che nella vicina Thailandia, il capo della giunta militare generale Than Shwe sarebbe stato deposto. Ma il ministro degli Esteri thailandese ha detto che si tratta soltanto di congetture.

Secondo le informazioni che circolano, Than Shwe, capo della giunta militare che governa in varie forme l'ex Birmania dal 1962, sarebbe stato deposto dal numero due del regime, il generale Maung Aye.

Un funzionario dei servizi segreti thailandesi ha detto di aver sentito voci in proposito, ma che non c'è alcuna conferma.

"Abbiamo sentito che Maung Aye avrebbe preso il posto di Than Shwe, chiamando in causa accuse di corruzione e il coinvolgimento di Shwe in una vendita illegale di armi", ha detto a Reuters il funzionario, che preferisce restare anonimo.

Il ministero degli Esteri thailandese, Kantathi Suphamongkhon, ha detto invece ai giornalisti: "Finora, si tratta solo di voci. Ho ancora in programma di compiere una visita a Myanmar nei prossimi giorni".

Il sito web del quotidiano thailandese Phuchatkan scrive che Maung Aye, il comandante in capo dell'esercito, avrebbe ordinato la carcerazione di Than Shwe presso un ospedale di Yangon ieri.

L'ex Birmania è governata dal 1962 dai militari, accusati di abusi sui diritti umani e per la detenzione della leader dell'opposizione democratica Aung San Suu Kyi dal maggio 2003.

Il regime afferma invece che la transizione verso la democrazie è in corso, secondo una "road map" in sette punti presentata nell'agosto di due anni fa.



© Reuters 2005. Tutti i diritti assegna a Reuters.
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domenica, 14 agosto 2005

L'abbigliamento femminile può giustificare un abuso? Don Oreste Benzi, fondatore dell'associazione Papa Giovanni XXIII, nella rubrica «Per chi suona la campana» del quotidiano «Corriere Romagna», domenica scorsa, a una madre che chiedeva dove fossero finiti i valori in tempi di scollature abissali e pantaloni a vita sempre più bassa, ha risposto affermando tra l'altro: «Oggi aumentano sempre più gli stupri di donne e bambine. La disinibizione di ogni regola morale di comportamento ha gravi conseguenze, fra le quali l'eccitazione sessuale dei maschi fin da adolescenti. È orrore ciò che i maschi fanno, ma un po' di colpa, forse molta, l'hanno anche le donne che scoprendosi invitano sempre più il maschio ad approfittare del sesso femminile; non solo invitano, ma eccitano il maschio ad approfittare dell'occasione». L'onorevole Marida Bolognesi (DS), commenta: «Frasi di questo genere invece che accrescere la cultura del rispetto e della non violenza, contribuiscono a fare regredire la donna oggetto del desiderio e del sopruso. Se si colpevolizza una vittima per gli abiti indossati, si fornisce una spiegazione a chi quell'atto lo commette». L'onorevole Katia Zanotti (DS), aggiunge: «Don Benzi scrive in sostanza che lo stupro è colpa delle donne. La questione dello stupro dipende sempre da un'asimmetria di potere tra gli uomini e le donne in cui la stessa sessualità maschile può considerare il corpo delle donne oggetto di pura rapina». Sergio Gambini, deputato riminese della Quercia, pur biasimando le parole di don Benzi, ricorda come lo stesso abbia «accumulato molti meriti affrontando con coraggio situazioni delicate e scabrose come quella della liberazione delle donne dalla schiavitù della prostituzione forzata». E conclude: «Non ha mai colpa la vittima, né poca né molta. Lo stupro purtroppo non è nato con la minigonna e le argomentazioni di don Oreste assomigliano troppo alle becere parole usate nei tribunali da alcuni difensori di stupratori».

di Stefania Parmeggiani
[«l'Unità», 28/7/2005]



LES COMBES (AOSTA), 28 LUGLIO 2005 - La "Santa Sede non accetta insegnamenti e direttive" da altre autorità e comunque è una "accusa pretestuosa" a Benedetto XVI di non aver inserito Israele nell'elenco dei Paesi colpiti dal terrorismo nell'Angelus di domenica scorsa. Una durissima presa di posizione del portavoce vaticano Jacquin Navarro Valls sulle dichiarazioni del funzionario del ministero degli esteri di Israele Barman al 'Jerulsalem Post' di martedì scorso, fa calare il gelo nei rapporti diplomatici fra Vaticano e Israele.
"L'insostenibilità della pretestuosa accusa rivolta al Papa Benedetto XVI per non aver menzionato anche l'attacco terroristico di Netanya del 12 luglio dopo la preghiera dell'Angelus di domenica 24 luglio - afferma Navarro - non può non essere apparsa evidente a chi l'ha sollevata. Forse anche per questo si è cercato di sostenerla, spostando l'attenzione su asseriti silenzi di Giovanni Paolo II circa gli attentati degli anni passati contro Israele, inventando anche che, al riguardo, il Governo d'Israele sarebbe in passato intervenuto ripetutamente presso la Santa Sede, e richiedendo che con il nuovo Pontificato la Santa Sede cambi atteggiamento".
In ogni caso, "in merito - prosegue il portavoce del Vaticano - si fa presente che gli interventi di Giovanni Paolo II contro ogni forma di terrorismo e contro singoli atti di terrorismo nei confronti di Israele sono stati numerosi e pubblici, come appare unita nota".
E che "non sempre ad ogni attentato contro Israele è stato possibile far seguire subito una pubblica dichiarazione di condanna, e ciò per diversi motivi, tra l'altro per il fatto che gli attentati contro Israele talora erano seguiti da immediate reazioni israeliane non sempre compatibili con le norme del diritto internazionale. Sarebbe stato pertanto impossibile condannare i primi e passare sotto silenzio le seconde".
"Così come il Governo israeliano - conclude Navarro - comprensibilmente non si lascia dettare da altri ciò che esso deve dire, nemmeno la Santa Sede può accettare di ricevere insegnamenti e direttive da alcun'altra autorità circa l'orientamento ed i contenuti delle proprie dichiarazioni".
E oggi Benedetto XVI ha concluso le vacanze in Valle d'Aosta per trasferirsi a Castelgandolfo. Papa Ratzinger si è quindi congedato dalle autorità ringraziando "per la generosa ospitalità". Il Pontefice ha risposto con un sorriso all'invito a tornare l'anno prossimo, pronunciato da sindaco e vescovo e fatto proprio anche dal presidente del Consiglio Regionale. Alla sua partenza nella spianata "Du Saint Père" gli hanno dato l'arrivederci centinaia di valligiani nella speranza di poterlo riabbracciare l'anno prossimo. Benedetto XVI era arrivato in Valle D'Aosta l'11 luglio scorso.

Il Giorno.it



Santa Sede e Israele, anatomia di una crisi



6 AGO - ITALIA - A JOAQUIN NAVARRO VALLS, IL "PREMIO VAL DI SOLE" PER IL 'GIORNALISMO TRASPARENTE' 



Città del Vaticano, 12 ago. (Apcom) - Un corposo dossier-denuncia di ben 12 pagine sull'infibulazione, le sue conseguenze, e la sua pratica diffusa "principalmente nelle popolazioni islamiche". A realizzarlo è stata l'agenzia vaticana Fides, della Congregazione per l'evangelizzazione dei popoli, che - per la prima volta - denuncia così le mutilazioni genitali sulle donne, anche se "in nessuna delle religioni - si legge - esistono dettami espliciti ai quali poter ancorare questa tradizione". Il dossier è intitolato "Sono africana" e descrive l'infibulazione come una "delle tante violenze a cui le donne sono quotidianamente sottoposte". Per l'agenzia vaticana "descrivere o parlare dell'infibulazione e di come una donna può sentirsi tradita, umiliata e maltrattata rappresenta solo un piccolo approccio nei confronti della realtà".
L'escissione e l'infibulazione, tuttavia, "sono importanti per la tradizione islamica: lo si può dedurre anche dal fatto che la giurisprudenza coranica ammette, fra le cause legittime di divorzio, i difetti anatomici della sposa e tra questi viene menzionata un'escissione mal riuscita. La donna con il suo corpo e la sua sessualità occupa, nella tradizione islamica, una posizione ambivalente: se, da un lato, è matrice della vita e perciò santuario vivente, dall'altro esprime una potenza negativa che va controllata".
"Comunque la pratica delle mutilazioni genitali - prosegue Fides - non è praticata dalla maggioranza dei musulmani e non tutti i paesi musulmani seguono il costume, come nel caso dell'Iraq, del Marocco, della Tunisia e della Libia. Inoltre, alcuni studiosi islamici hanno sconsigliato le mutilazioni genitali femminili sostenendo che non si poteva trarre dal Corano né dagli insegnamenti del profeta alcuna indicazione al riguardo, e hanno evitato di sottoporre le loro figlie a tali pratiche".
Il corposo dossier fornisce inoltre alcuni dati dell'Organizzazione mondiale della Sanità, in cui si specifica che l'età in cui vengono eseguite le mutilazioni genitali femminili è solitamente compresa fra i tre e gli otto anni. Una pratica che "interessa almeno 120-130 milioni di bambine nel mondo" e che "viene condotta per mezzo di "pietre taglienti - spiega Fides - coltelli, forbici, o pezzi di vetro quasi mai sterilizzati" e senza alcuna anestesia. Il triste primato spetta alla Somalia "perché si calcola che il 98% delle donne somale sia mutilata", denuncia Fides. Il documento riporta infine, alcune testimonianze di donne che hanno subito mutilazioni, come Raxma, che racconta: "Quando sei infibulata rimani vergine perché hai paura di quelle cose", o di Amina che ricorda "Fu mio padre a decidere la mutilazione mia e di mia sorella Mariam, quando avevamo 12 e 10 anni. Ci legarono i polsi e le caviglie. Abbiamo sentito la lama…."



(ANSA) - CITTA' DEL VATICANO, 13 AGO - Più di 400mila gli iscritti provenienti da 193 paesi del mondo, settemila i giornalisti accreditati per quasi 4.000 testate.Questi alcuni dei numeri della XX Giornata mondiale della gioventù che comincia a Colonia il 16 agosto, la prima senza papa Wojtyla. Circa 100 milioni di euro è la spesa complessiva stimata. Mezzo milione per le bottiglie d'acqua sarà distribuito insieme alle borse del pellegrino; 30 mila i volontari, mobilitati per la macchina dell'accoglienza.



(ANSA) - CITTA' DEL VATICANO, 14 AGO - Il Papa indica ai giovani che parteciperanno alla Gmg l'esempio dei santi e dei martiri. Tra questi Edith Stein e Massimiliano Kolbe morti nei lager nazisti. Santi e martiri, spiega, ci ricordano che 'il Signore non chiude gli occhi dinanzi alle necessita' dei suoi figli, non e' insensibile alle loro richieste'. L'entusiasmo dei fedeli nell'acclamarlo ha indotto il Papa a riaffacciarsi:'Buona domenica, buona festa, grazie, grazie, arrivederci'.




Caro Don Benzi, prima bisogna punire i clienti, poi bisogna bacchettare le mogli perché mancano di fantasia, adesso invece si dà la colpa alle donne "troppo svestite" perché eccitano il maschio. Un bel burqa e si risolve il problema.
Le consigliamo, piuttosto, di leggersi "Sono africana".
Nel frattempo, Papa Ratzinger mostra a tutti come cercherà di riallacciare i rapporti con Israele: non sono affatto casuali i riferimenti di oggi a Edith Stein e Massimiliano Kolbe.
Buona Giornata Mondiale della Gioventù!




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