1. È difficile provare a immaginare quanto sia importante guadagnare il Libano alla democrazia, alle libertà, ai diritti. Gli americani provano. Gli europei no.
2. Anche se i media di tutto il mondo discutono solo delle bombe irachene, anche il Libano, come l’Iraq, è interessato da un importante tentativo di normalizzazione dei rapporti interni (in senso democratico) e internazionali (alla ricerca di un’indipendenza sostanziale), e come l’Iraq è fatto oggetto di una forte campagna terroristica, che ha il fine primo di stroncare sul nascere questo tentativo di libertà. E se smettessimo i vestiti del disinteresse e del cinismo per qualcosa di più conveniente?
Beirut - 22 set. Una rete per il furto di auto che poi venivano contrabbandate in Iraq attraverso la Siria per essere impiegate in attentati contro le forze Usa è stata scoperta e smantellata dalle forze di sicurezza libanesi. Lo ha riferito oggi la stampa di Beirut. I quotidiani An-Nahar e Al-Balad hanno precisato che la polizia ha arrestato sei libanesi coinvolti nella rete e che avrebbero rubato circa 75 costose Mercedes, falsificandone poi i documenti e inviandole in Iraq attraverso la Siria. Secondo i due quotidiani, gli arrestati hanno fatto il nome di un complice siriano e di tre iracheni ugualmente coinvolti nel letale contrabbando di veicoli da trasformare in autobomba.
Beirut, 19 set. (Adnkronos) - E' stata una granata esplosa accidentalmente a provocare la deflagrazione che ha ucciso una persona e ne ha ferite altre due nell'Ufficio Informazioni del Kuwait a Beirut. Lo ha confermato l'ambasciatore del Kuwait in Libano Suleiman al-Said. Secondo quanto riferito questa mattina dalla polizia libanese e dall'agenzia ufficiale kuwaitiana Kuna, la deflagrazione che ha scosso il sesto piano dell'edificio del 'Kuwait media center' - nel quartiere dello shopping di Hamra dell'area musulmana della capitale - sarebbe stata causata da una bomba a mano che è stata maneggiata da membri dello staff. L'area è stata isolata da forze dell'esercito libanese, che hanno impedito l'accesso ai giornalisti. La deflagrazione ha causato panico nelle strade di Beirut. Venerdì scorso, poco dopo mezzanotte, un'esplosione nel quartiere cristiano di Ashriafiyeh aveva ucciso una persona e ne aveva ferite 28. Dopo l'attentato dinamitardo che uccise il 14 febbraio l'ex primo ministro Rafik Hariri, provocando una svolta politica nel Paese, ci sono stati una dozzina di altri attentati, nessuno dei quali però paragonabile a quello di San Valentino.
New York, 19 set. - (Adnkronos) - In Medio Oriente, ''la Siria deve schierarsi dalla parte giusta'': questo il monito lanciato dal segretario di Stato americano Condoleezza Rice al termine della riunione del 'core group' Libano sulla questione libanese. In una conferenza stampa congiunta con il segretario generale dell'Onu Kofi Annan e i colleghi dei paesi che fanno parte del gruppo di lavoro -per l'Italia il ministro degli Esteri Gianfranco Fini- la Rice torna a puntare il dito contro Damasco.
Il Giornale.it, 18-09-2005 - il portavoce del Dipartimento di stato Usa ha accusato la Siria di fomentare disordini non solo in Irak (permettendo a combattenti stranieri di infiltrarsi in quel Paese), ma anche in Libano e tra i palestinesi. In un intervento, Adam Ereli, ha rilevato che «la Siria, sempre di più, è percepita come un Paese destabilizzante in quella regione». Ed ha aggiunto che ciò si verifica «non solo per quanto riguarda l'Irak, ma anche il Libano e per l'Autorità palestinese», dal momento che «c'è una relazione tra la Siria, il terrorismo e il caos in ciascuna di queste aree». Dal canto suo, il governo siriano insiste affermando di fare il possibile per combattere il terrorismo
BEIRUT - E' di un morto e 12 feriti, uno dei quali in gravissime condizioni, il bilancio di un attentato avvenuto poco prima di mezzanotte in un quartiere cristiano di Beirut. Lo hanno riferito fonti ospedaliere e dei servizi di sicurezza libanesi. E' deflagrata una potente carica di esplosivo, piazzata, secondo le forze di sicurezza libanesi, nella tromba delle scale di un edificio di quattro piani, rimasto gravemente danneggiato. I vetri delle finestre degli stabili nel raggio di una cinquantina di metri sono andati in frantumi. Ingenti danni ha riportato anche la vicina sede della Banca Byblos.
E' stato l'ultimo di una serie di attentati che - dopo l'uccisione dell'ex premier Rafik Hariri il 14 febbraio - hanno scosso le zone cristiane di Beirut. è avvenuto alle 23:55 locali (le 22:55 in Italia) di venerdì nella zona est della città, nel quartiere di Gettawi, a ridosso degli altri quartieri cristiani di Gemmaiyze e Achrafiyeh, non lontano dal centro di Beirut.
L'esplosione ha gravemente danneggiato un edificio di quattro piani, la cui facciata è semidistrutta, con i balconi divelti o crollati. I vetri delle finestre degli stabili nel raggio di una cinquantina di metri sono andati in frantumi. Ingenti danni ha riportato anche la vicina sede della Banca Byblos di Gitawi. Diverse auto sono state investite dall'onda d'urto e due sono completamente bruciate. L'ultimo di una serie di attentati che - dopo l'uccisione dell'ex premier Rafik Hariri il 14 febbraio - continuano a scuotere periodicamente Beirut si era registrato alla fine di agosto nell'altro quartiere cristiano di Zuk, alla periferia est della capitale. Anche allora si erano registrati ingenti danni a un albergo, nel cui parcheggio era stata piazzata l'autobomba, ma non si era avuta alcuna vittima.
Beirut, 17 set. (Adnkronos) - Una valigia abbandonata forse all'origine dell'esplosione avvenuta questa notte in un quartiere a maggioranza cristiana di Beirut, in cui una persona e' morta ed almeno altre 28 sono rimaste ferite, di cui tre sono gravi. E' quanto hanno dichiarato alle autorita' libanesi alcuni testimoni oculari. Tra questi, Joseph Bashalani, rimasto ferito, ha in particolare raccontato allagenzia di stampa Dpa che sua madre ''ha visto un'auto con a bordo due ragazzi sulla ventina''. ''Mi ha avvertito che uno dei due aveva depositato le valigie tra alcune auto e sono corso ad avvertire i vicini, ma l'esplosione e' stata piu' veloce di me''.
Beirut, 16 set. - (Aki) - Trecento donne di 34 nazionalità diverse si recheranno in bici da Beirut a Ramallah, passando per Damasco, le Alture del Golan e la Giordania in un tour che punta a sostenere il ruolo della donna nella regione e per sensibilizzare sui diritti dell'infanzia. Questo l'obiettivo dell'iniziativa, arrivata alla sua seconda edizione, promossa dalla Commissione siriana per gli Affari della famiglia (Csaf) e sponsorizzata dalla Areeba per le telecomunicazioni e dalla Ong svedese Women for Peace.
Il 'Women's Bycicle Ride' partirà oggi dalla capitale libanese in direzione di Damasco. Da lì le 300 donne, tra cui figurano professioniste, medici, poliziotte e casalinghe, si dirigeranno pedalando verso le alture del Golan occupate da Israele dove si scambieranno messaggi di solidarietà con altre donne siriane e israeliane. Tappa successiva sarà la capitale giordana Amman, da dove il corteo di bici proseguirà fino a Ramallah, in Cisgiordania. Le donne, spiegano gli organizzatori, pedaleranno ogni giorno per una cinquantina di km portando la loro testimonianza in moltissime località rurali dove il ruolo femminile è ancora relegato ai margini della vita sociale e dove spesso si registrano episodi di violenza all'interno delle mura domestiche.
BEIRUT (Reuters) 30 ago. - La polizia libanese ha fermato tre funzionari della sicurezza pro-siriani per farli interrogare dagli investigatori Onu che si occupano dell'inchiesta sull'assassinio dell'ex primo ministro Rafiq Hariri. Fonti della sicurezza hanno detto che Jamil al Sayyed, ex capo del Direttorato per la sicurezza generale, Ali Hajj, ex capo della polizia, e Raymond Azar ex capo dell'intelligence militare, sono stati prelevati nelle loro case all'alba di oggi. I tre sono accusati da alcuni politici libanesi di aver avuto un ruolo nell'assassinio, con un'autobomba, di Hariri e altre 20 persone il 14 febbraio scorso a Beirut. La squadra Onu sta per finire le indagini e il suo capo, il procuratore tedesco Detlev Mehlis, dovrebbe comunicare i risultati al Consiglio di Sicurezza nelle prossime settimane. Il ministro della giustizia libanese ha dichiarato in una nota che i funzionari Onu hanno richiesto l'aiuto della polizia per le perquisizioni delle case e per prelevare le persone per gli interrogatori e che un giudice libanese abbia autorizzato l'operazione. La polizia si è recata anche a casa di un ex membro del parlamento, anch'egli pro-siriano, Nassir Qandil, senza trovarlo. L'uccisione di Hariri, per cui molti in Libano hanno incolpato la Siria, ha scatenato grandi manifestazioni di piazza anti-siriane a Beirut. Damasco ha respinto le accuse ma, sotto pressione, ha ritirato i suoi 14.000 soldati dal paese ad aprile. I tre arrestati erano in carica al tempo dell'assassinio di Hariri. Sono accusati di negligenza e di aver avuto un ruolo nel coprire l'assassinio. Sayyed, l'ex capo di una delle più potenti organizzazioni di sicurezza pro-siriane, si è dimesso un giorno prima che la Siria ponesse fine alla presenza militare in Libano lo scorso aprile. Diversi politici e giornalisti anti-siriani hanno abbandonato il Libano nelle ultime settimane per paura di ritorsioni. Tra loro anche il figlio di Hariri ed erede politico, Saad al Hariri, un parlamentare. Due personaggi anti-siriani sono stati assassinati e un ministro pro-siriano è scampato a un attentato.
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