martedì, 12 aprile 2005

Si è aperta ad Oslo la Conferenze dei donatori nei confronti del Sudan. Si sono riuniti nella città nordica 60 Paesi per raccogliere fondi pari a circa 2.6 milioni di dollari. Annan ha avvertito che i soldi non basteranno perchè spesso i paesi funestati da guerre civili ricadono dopo i trattati di pace subito in altri anni di guerra.Si è anche parlato della situazione nel Darfur parte occidentale,  dove continuano le violenze sulla popolazione e nei confronti degli operatori umanitari.
Con i soldi in ogni caso bisogna andarci piano in certi paesi. Sapere se veramente i fondi arrivanoe vengono utilizzati  per la ricostruzione e per il soddisfacimento della popolazione è un dovere e non una  semplice routine burocratica . Occhi aperti come sempre , specie chi come noi si occupa dei diritti fondamentali degli uomini . Aspettando sempre che ci sia un'azione adeguata in Darfur dove  si continuano a violare libertà e diritti. Ovviamente con la CPI qualcosa gia' sta cambiando , ma il gioverno sudanese , davvero sta collaborando e collaborera'? Autore Nilo by LaRadice

Links Utili :

TicinoOnLine

Vita

 

postato da: laradice alle ore 22:55 | Permalink | commenti
Creative Commons License
This work is licensed under a Creative Commons Attribution-NoDerivs 2.0 Italy License. categoria:sudan
giovedì, 07 aprile 2005

Come volevasi dimostrare, sono stato profetico nei miei precedenti articoli sul caso Darfur , nell'ipotizzare che quella di Bashir era solo una mossa per avere piu' consensi dando alla CPI l'incarico di stanare e condannare chi si è macchiato di crimini di guerra e contro l'umanità nel Darfur. Ma è di oggi la notizia che , partite le prime condanne per 51 persone, il Sudan protesta negando cosi' di fatto i personaggi in questione alla CPI e svelando il suo vero gioco , quello di perdere tempo ed avere quanti piu' appoggi politici all'Onu.Luis Moreno Ocampo procuratore del Tribunale penale de L'Aja, nel ricevere l'elenco ha parlato pubblicamente di "fine della cultura dell'impunita'". Ma a quanto pare , questa cultura sembra avere i suoi interessi soprattutto nel governo sudanese che si oppone con forza e ancora , alla riceca della verità.Parte della popolazione come già detto in un precedente articolo è contro la Risoluzione 1593, il governo sudanese è contro qualsiasi tribunale straniero e la Ua è contro le forze di peacekeeping eventuali nel sud del sudan. A questo punto la consegna della lista e con la scusa della verifica delle operazioni di pace in sud-Sudan con gli accordi conclusivi di una lunga guerra civile , sembrano prospettare un impegno fattivo dell'Onu e accontentare le richieste degli Usa. Comincia a muoversi la macchina Onu, anche se stentatamente e con un ritardo impressionante se pensiamo a quanti morti ci sono state in un anno di "genocidio".I contrasti politici tra paesi facenti parte dell'Onu è stato tale e tanto da far slittare sempre qualsiasi azione di forza immediata. Ora che la burocrazia ha fatto il suo lento decorso ci si aspetterebbero risposte certe e concrete. Stiamo alla finestra , la finestra sul Darfur, e cerchiamo di capire quando tutto finirà. Autore LaRadice

postato da: laradice alle ore 11:37 | Permalink | commenti
Creative Commons License
This work is licensed under a Creative Commons Attribution-NoDerivs 2.0 Italy License. categoria:sudan
mercoledì, 06 aprile 2005

Migliaia di persone sono accorse in piazza per protestare contro la decisione dell'Onu di portare i possibili autori di crimini contro l'umanità davanti alla CPI (Corte Penale Internazionale).Gli slogan sono tutti contro Chirac, Blair e anche di Bush che da subito si era schierato contro la Risoluzione e per un passaggio di consegne dei criminali ad un Tribunale Speciale. Gli Usa piu' di una volta hanno manifestato il loro disaccordo con Onu e Francia , per quanto riguarda la CPI che non riconoscono , giungendo ad astenersi dalla votazione per l'approvazione della risoluzione 1593.Fatto grave l'astensione che ci fa capire quanto sia ormai deciso il destino del Darfur. Già in passato mi sono soffermato sulla volontà di Bashir di non consegnare i criminali agli "stranieri"ma solo alla CPI. E' chiaro che la supertutela Onu servirà solo a farla fare franca a chi si è macchiato di crimini assurdi e chi ha coperto questi crimini. Ancora una volta , si puo' ben capire che la forza delle Nazioni Unite e pari allo zero infinito e che se una potenza come gli USA nonchè maggiore finanziatore Onu si deve arrendere all'ipocrisia europea e alla burocrazia del Palazzo di Vetro , vuol dire che in Sudan sarà dura avere chiarezza sui fatti accaduti.In ogni caso vi è ora un ostacolo in piu' : la popolazione locale. Male informata e forse senza speranza che si è sentita ancora una volta abbandonata e tradita dall'occidente.A questo punto nessun genocidio e credo nessuna giustizia ci sarà per il Darfur e per la sua popolazione.Si è potuto notare nel tempo che la volontà di fermare la guerra in atto è stata scarsa. Insopportabile la burocrazia che per termini tecnico-giuridici non ha potuto chiaramente dire che nel Darfur è in atto un genocidio.Insopportabile il moralismo ipocrita e burocrate della Francia che tende sempre la mano alle persone sbagliate e riesce ad andare sempre contro gli Usa. Insopportabile anche l'astensione degli Usa. Ma l'Onu va cambiata.Ristrutturata negli apparati, nei metodi. Va eliminato il Veto che è arma solo di alcuni stati e che fonda le proprie radici nel secondo dopoguerra . Il quadro politico - storico è mutato dopo oltre 50 anni . Se poi a tutto cio' aggiungiamo anche che nell'organo preposto all difesa dei diritti umani siedono Iran, Cuba e Cina il quadro è proprio completo e i diritti di interi popoli potranno cosi' essere ancora calpestati per anni e anni .L'importante è avere l'ONU , un bel palazzo in cui si gioca con la vita di intere popolazioni.Autore LaRadice

Link Utili:

Excite News

TicinOnLine

postato da: laradice alle ore 12:08 | Permalink | commenti
Creative Commons License
This work is licensed under a Creative Commons Attribution-NoDerivs 2.0 Italy License. categoria:sudan
domenica, 03 aprile 2005

Il presidente sudanese Omar al Bashir è critico nei confronti di quei paesi che hanno sollevato dubbi sulla legittimità della Corte Penale Internazionale. In un comunicato ha fatto sapere di non voler lasciare la vita e il futuro dei "cittadini" e del suo paese ad una corte fatta di stranieri. C'è da ricordare sicuramente al presidente del Sudan, che,in ogni caso , CPI o altre autorità preposte a perseguire reati e crimini contro l'umanità , non andrebbero di sicuro ad intaccare la libertà dei cittadini. Forse quelli che chiamati "cittadini" potrebbero essere chiamati criminali. In ogni caso , saranno questi ad essere perseguiti. Ora c'è da capire , perchè tanta insistenza da parte del Sudan nel volere la CPI? Forse ci sono garanzie maggiori , ma per chi? Per i criminali o per i cittadini (popolazioni intere) sterminati?Con l'andare del tempo , ogni volta che un dittatore o gruppi ribelli o governi strani hanno invocato corti speciali , l'Onu o altro di simile, ho sempre avuto il sospetto che temevano altre corti speciali o altri apparati preposti nel rintracciare e perseguire chi si era macchiato di crimini di guerra o contro l'umanità.In questo caso, quel "cittadini sudanesi" è un chiaro segnale che criminali o meno si vuole avere l'ultima parola e per avere un'ultima parola , dire si o no, si ha bisogno di appoggi , che forse esistono nella CPI piu' che in altre sedi. Quel dire di non voler dare a nessuna corte straniera i propri cittadini e come dire "NO al piano USA". Nel Sudan iniettato di sangue , della popolazione distrutta e affamata, con malattie e carestia in atto c'è poca volontà di agire e sforzarsi nel cooperare. La parola "genocidio" per inutili e forzosi atti burocratici non viene mai manzionata e viene scavalcata. I crimini ci sono, contro l'uomo e i diritti dll'uomo, ma parlare di "genocidio" in atto sembra argomento tabu'. Eppure i primi a lanciare l'allarme furono gli USA , non la UE o l'Onu che si nascondeva dietro il classico dito. Ora ci si aspetterebbe una prova di forza della stessa Onu e della stessa Ue . Nessuno , tranne chi deve portare a termine l'opera di giustizia , puo' porre condizioni. In questo caso , il governo sudanese , non credo abbia voce in capitolo. Poteva pensarci prima e da solo, non è riuscito nell'intento (ci avrà mai provato?) , è tempo di tirare somme e fare qualche calcolo. Non so se sarà la CPI o un'altra corte ad operare nel merito di quanto sta accandendo o è accaduto nel Darfur , ma spero che sia una corte di giustizia vera e di rispetto per chi è morto e chi vive ancora in quella regione impaurita e straziata del Sudan.       LaRadice

postato da: laradice alle ore 11:07 | Permalink | commenti
Creative Commons License
This work is licensed under a Creative Commons Attribution-NoDerivs 2.0 Italy License. categoria:sudan
domenica, 27 marzo 2005

Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni unite a deciso all'unanimità l'invio di 10000 unità di caschi blu nel Darfur.Con la Risoluzione 1590 i 15 membi hanno dato vita ad una nuova forza di pace nel Darfur denominata "Missione delle Nazioni Unite in Sudan (Unmis)". Per la risoluzione sui crimini commessi nella regione del Darfur , la Francia ha accettato di rinviare il voto nelle prossime settimane . L'Ue  (Francia in testa ) vorrebbe affidare il tutto al CPI ( Corte penale internazionale )  ma l'organo in questione  non è legittimato dagli Usa che invece preferirebbero l'istituzione di un Tibunale Speciale per i crimini in Sudan.
Come sempre , si intravedono spiragli di speranza per la regione del Darfur. Lo screzio tra Francia - USA (che continuano a beccarsi in tutto) si spera non rallenti ulteriormente i movimenti già lenti dell'Onu. Sempre troppo poca  e sempre troppo ponderata l'azione delle Nazioni Unite che , complici anche i mille cavilli burocratici , rimane imbrigliata nella sua stessa tela favorendo cosi'   solo chi vuol continuare a fare del Darfur un inferno in terra. LaRadice

Link utili :

CPI

UNMIS

Reuters

ExciteNews

 

postato da: laradice alle ore 03:02 | Permalink | commenti
Creative Commons License
This work is licensed under a Creative Commons Attribution-NoDerivs 2.0 Italy License. categoria:sudan